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Bartubless! Cosa ne pensate?
topic ha risposto a Overnorth's Gerardo Battipaglia in Manutenzione e tuning fai da te
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Bartubless! Cosa ne pensate?
topic ha risposto a Overnorth's Gerardo Battipaglia in Manutenzione e tuning fai da te
E siccome anche l'occhio vuole la sua parte non c'è dubbio che i ferracci originali siano senza rivali....avevo messo i Fa-Ba, 5 anni fa li ho venduti e rimesso, per estetica, i ferracci originali modificati....Bartubless forever -
QUINTA PUNTATA..... Da qualche parte della Bibbia sta scritto che a colui al quale in questa vita sarà concessa grazia di vedere Dio verrà tolto il dono della vista, perché nulla sarà più degno di essere ammirato dopo tanta bellezza. Oggi mi si sono distaccati gli occhi... Stamattina mi sono alzato con calma, è sabato 9 luglio, lunedì sono partito da Oslo e già ieri ho raggiunto Capo Nord, la meta!!! Sono sicuro che adesso il viaggio, senza più luoghi da raggiungere, sarà più tranquillo e interessante, anzi penso che da ora sarà veramente il viaggio! Un saluto alla coppia di italiani arrivata ieri sera e dopo essermi crogiolato finalmente a un sole caldo parto in conformazione estiva: collo slacciato, tasche e aperture prendivento aperte, guanti nel bagagliaio...sembra luglio. Finalmente un po' di curve! La E6 in direzione Tromso alterna rettilinei a tratti nervosi e curve ampie e guidabili: con il bisonte a pieno carico non posso certo esagerare, ma è bello lasciarsi andare in piega concatenando le curve dopo migliaia di km di rettilineo...d'accordo viaggio, ma sempre in moto è, e la moto sta meglio piegata, come la barca a vela. A mezzogiorno arriva la brezza di mare, calda, a raffiche violente che fanno sbandare la moto...ma c'è il sole, l'asfalto ha il giusto grip e ti fidi, a destra c'è il mare e a sinistra la montagna ricoperta di verde, questo è mediterraneo ragazzi, libidine pura. La strada si alza verso una gola, il vento incanalato soffia a raffiche rabbiose ma è caldo, è amico. Scollino e mi compare...tutto! Luce, cielo, mare, ,montagna, neve, ghiacciai e vento, il vento che si sente e si vede sulla superficie del mare, tutti assieme... là...e da questo momento si snodano davanti alla mia moto cambiando in continuazione eppur sempre uguali...come farò a rinunciare a tutto questo...a questo cielo...mi si sono distaccati gli occhi oggi. Ho risparmiato più di cento chilometri per arrivare a Tromso imbarcandomi su due traghetti, una figata. Imbarco e sbarco rapidissimo, tutto essenziale e senza fronzoli, a un costo irrisorio per gli standard norvegesi...centoventi corone in tutto, meno di due birre bevute al bar. Ho fatto pochi chilometri e sono arrivato presto, sono stanco oggi, ho corso parecchio in questi giorni. Domani isole Lofoten, e spero che le aspettative non minino la realtà. Stasera farò le ore piccole a Tromso, tanto qui è sempre giorno. Domenica 10 luglio. Sveglia alle 7, cielo chiuso e pioggia, ho continuato a dormire. Sveglia con calma, colazione e bagagli con calma, partito dopo che ha smesso di piovere, alle 11, in direzione Narvik per arrivare sulle isole Vesteralen ad Harstad. La E6 in questo tratto è alquanto noiosa, sia come paesaggio che come tragitto...devono averla raddrizzata tutta. Giusto all'una temporale violento: stavolta l'ho annusato, ho girato la moto e sono tornato all'area di sosta 2 km indietro in tempo per ripararmi sotto una tettoia e consumare un pasto frugale (Tex Willer spesso lo fa) nell'attesa che la natura faccia il suo dovere. Per lo standard a cui mi sono abituato è piuttosto trafficata la E6, credo che tutti o quasi la usino per salire e scendere...comincia a non piacermi. Per fortuna prima di Narvik si devia a destra per la statale 825 che corre bella e nervosa lungo il fiordo: 90 km quasi in solitudine, tante curve, pochissime macchine e una sola moto incrociata, una goduria. Al camping di Harstad libera solo una cabina, come qui chiamano i bungalow, da 4 con bagno annesso, 900 corone...mizzica l'inculata. Domani verso le Lofoten, aspettative tante, speriamo... Cazzo che freddo, si sta bene col termosifone acceso... C'è di che preoccuparsi stamattina, comincia male la settimana, proprio brutto questo lunedì. Il tempo può banalmente definirsi una merda e io ho dormito poco e male: ci sono tutti i motivi per prendersi una intera giornata di sano riposo, come qualcun altro al settimo giorno. No per la miseria, non gliele do 900 corone per un'altra notte, dovessi pure affrontare un tornado. Con calma mi preparo le borse, sbircio fuori in continuazione... macché, non smette un secondo di piovere, e pure più freddo degli altri giorni fa...sarà... Parto verso le 10 in configurazione inverno con pioggia: tre strati alle gambe e quattro (anzi 5 con la maglietta) al torace, tuta antipioggia compresa; alla fine ci metto sopra pure il gilè giallo rifrangente, sai mai che non mi centrino. Devo trovare un campeggio dalle parti di Sortland, punto di accesso alle Lofoten, da usare come appoggio per girare le isole nei prossimi giorni: ieri ho dato un'occhiata alla carta, saranno un centinaio di chilometri, due ore a farla grande. La strada corre tortuosa su e giù per il fiordo, chissà il paesaggio col bello! Io invece non vedo niente, vuoi per la foschia e le nuvole basse, vuoi perché non smetto un istante di litigare con la visiera che continua ad appannarsi...pure gli Shoei con quello che costano, eccheccazzi! Almeno in queste condizioni non si incontra nessuno e così posso viaggiare in splendida solitudine. Arrivo al traghetto e lo perdo come un coglione semplicemente perché non sapevo di doverlo prendere, non avevo guardato bene la carta la sera prima...scemo, lo lascio partire pur avendo la possibilità di salirci! Cazzo un ora d'attesa, poco male, salto il traghetto e faccio il giro del fiordo, vediamo...mizzica 100 chilometri in più...aspetto il prossimo. Arrivo a Sortland verso le 14 (non male 3 ore per 100 chilometri eh), ha smesso di piovere, si aprono prospettive per il pomeriggio. Campeggio, cabina, pasto frugale (sempre alla Tex Willer quando è in azione) e via verso Andenes, vecchio villaggio di pescatori e balenieri: ora si sono convertiti, offrono escursioni per avvistamento cetacei...ci stiamo convertendo tutti... Venti chilometri per sbattere il muso addosso a un ulteriore peggioramento: pioggia forte, rinforzo del vento ora freddo, linea mare-cielo in fondo sull'Atlantico che scompare...no, non è giornata...rientro. Attraverso la città per recuperare il campeggio e mi vien da sorridere alla vista degli abitanti in giaccone e cappello di lana: è novembre. Fuori piove e tira vento, direi artico data la latitudine...si sta bene qui dentro col termosifone acceso. Questo è oceano non un lago! Immerso nel paesaggio...non male Qui la foto non può descrivere quello che hanno visto gli occhi... Caffè caldo ben accettato nell'attesa del traghetto...Jordano ti ricorda qualcosa?
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Aggiornamenti sulla teoria della relatività di Einstein?
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Bravo zio hai postato Bologna...un grande. Però quanta topa
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Andrea mi manca, mi manca la sua verve polemica, e non dimenticate che il raduno a Città di Castello l'ha organizzato lui....albergo compreso
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Lo so che dovevi...appunto....dovevi....
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QUARTA PUNTATA Venerdì 8 luglio...credo. Dio che fradicio, mi entrava dal collo e mi usciva dagli stivali: mai preso così tanta acqua in così poco tempo in vita mia! Bisogna conoscerlo il tempo di queste parti. Si è vero, c'era nuvolaglia scura che girava, ma ero già passato sotto diversi nuvoloni neri e avevo giocato con loro, solo poche gocce e via, un po' di pioggia e subito il vento ad asciugarmi...comincio a diventare bravo a giocare con le nuvole... Si è vero, sopra quella collina c'era foschia, ma era chiara, non era sormontata da un nuvolone nero...però... la collina sta scomparendo...sta a vedere che me lo sto prendendo nel...una frustata di vento e pioggia torrenziale, la moto che ondeggia, devo rallentare, ho difficoltà a tenere la moto in strada. Strada, quale strada, e chi vede che cosa in questa tundra desolata flagellata dalla tempesta? Vado avanti a passo d'uomo fino a che alcune macchine ferme mi segnalano la presenza di un area di sosta: accosto, mi fermo, scendo dalla moto e finalmente vedo quanto sono stato coglione...perché anche da fermo non vedo quasi nulla nel turbine di acqua e vento. Venti minuti e praticamente è tutto finito, ricompaiono i nuvoloni bianchi e neri che mi invitano a ricominciare a giocare...ma andate a cagare andate. Ho imparato qualcosa sul tempo di queste parti oggi. Stamattina partenza alle otto per Alta-Capo Nord-Alta, più o meno 500 km. Siamo in tre moto: un brasiliano che dopo aver fatto Capo Horn in moto ha deciso di fare anche Capo Nord, un mio compaesano con figlio di 14 anni in sella a una GS 1200 (e te pareva) e il sottoscritto. Tempo chiuso, partiamo ben bardati ma siamo fortunati perché piano piano comincia a schiarire. Giornata delle renne oggi, ne incontriamo in continuazione dappertutto, da sole, coi piccoli, in branco...che ce le abbiano messe apposta per i turisti? Avevo fatto la E6 tra Goteborg e Oslo, la riprendo qui nel suo tratto finale per Capo Nord, assieme a una miriade di motociclisti, macchine, camper e roulotte. Ma dov'è finita la splendida solitudine delle strade interne scandinave, dov'è la E45 che mi ha portato quasi spaventato fino al cuore della Lapponia? C'è da riflettere, e ne avrò modo i prossimi giorni. Tragitto affascinante fino al Capo con la vegetazione sempre più spoglia, desolazione e fascino della tundra artica. Il tempo via via si schiarisce, e anche oggi su tutto domina questo cielo sconfinato che mi conquista ogni giorno di più...c'è di che preoccuparsi, come farò senza al mio rientro?! L'arrivo al capo è da togliere il respiro: la strada è in quota, sul promontorio, con curve continue a completo dominio visivo. Ma non puoi dedicarti alla guida, troppe insenature si aprono, troppe volte il mare tocca il cielo per non restare rapiti...meglio andare piano, ci saranno altri momenti per la guida, magari al ritorno... Capo Nord in sé non è niente, è stato violentato in attrazione turistica, ma il paesaggio che si vede, un cielo infinito che incontra un mare infinito...sono stato fortunato a trovare una bella giornata. Il rientro lo faccio da solo: in viaggio ci si conosce, si condividono esperienze, poi ognuno per la sua strada... Per un centinaio di km ho giocato con le nuvole, poi, all'improvviso, ho cominciato a conoscere il tempo di quassù, del circolo polare artico. Devo sistemare le foto, altrimenti non riuscirò mai a postarle...nonostante l'ora è ancora giorno fuori...sempre lo stesso strano cielo. Ormai vicino! Sul promontorio del Capo Capo Nord!!! Il motociclista brasiliano raccolto per strada: doveva venire con sua moglie ma è rimasta incinta e Capo Nord se l'è bevuto da solo! Tempesta in arrivo....presa tutta
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Visto che si torna a Bologna, visita alla Ducati compresa, perché non mettete il post, foto comprese, del secondo raduno nel 2010 sempre a Bologna? Dedaman dovrebbe avere tutto
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La patonza deve girare - Beauty's all around
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Voi dite che l'espressione del viso spiega perfettamente cosa sta facendo la mano destra?- 128 replies
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TERZA PUNTATA.......... Giovedì scorso sono partito dall'Italia, è già passata una settimana, oggi è giovedì 7 luglio e domani arrivo a Capo Nord. Non ho mai guardato in questi giorni le previsioni, non mi interessano, non hanno nessuna importanza: questo non è un giro in moto né una vacanza, questo è un viaggio...il mio viaggio. E' fondamentale il bel tempo per un giro o una vacanza in moto: è umido, non mi va di bagnarmi, ma chi ce lo fa fare andiamoci in macchina... In un viaggio conta alzarsi e partire, per i più precisi pianificare tappe e percorso, il tempo conta poco o nulla, giusto per come vestirsi...partire, poi si vede e ci si comporta di conseguenza. Brutto tempo stamattina a Gallivare, cold cloudy and wet: partenza in assetto invernale! Paesaggio che continua a modificarsi man mano che mi avvicino a Karesuando,al confine nord svedese: scompaiono gli alberi ad alto fusto, gli abeti e i pini rimpiccioliscono, betulle a cespuglio e licheni, ma soprattutto acqua, tanta acqua ovunque in tutte le sue espressioni,un autentico acquitrino. E zanzare, miliardi di zanzare affamate (dura poco la buona stagione qua, devono darsi da fare) che dall'eternità aspettano proprio te nel punto dove è scritto che ti fermerai per divorarti, è il destino di chi si avventura in questi posti! Il lato buffo invece sono gli altri insetti. Anch'essi ti circondano in una nuvola, ma non sono lì per te: sono lì per il tuo casco, la giacca, la carrozzeria della moto...per pasteggiare con i visceri degli altri spiaccicati durante la corsa! Ma è dopo aver attraversato quel pezzettino di Finlandia ed essere entrato in Norvegia che ti ritrovi improvvisamente nella tundra, splendore e desolazione del grande Nord. Non diverse sensazioni suscita l'attraversamento di Kautokeino, principale centro della Lapponia norvegese: baracche accanto a gioiellerie, e ti vien da riflettere su questa terra e i suoi abitanti, e su come le tre meravigliose democrazie nord-europee se la sono divisa e pappata...come una torta...gnamm! Per fortuna alla fine c'è il mare, il cielo infinito di queste latitudini, il sole di mezzanotte e Capo Nord che mi aspetta...domani. Svezia del Nord e vecchia strada Karesuando, Svezia, confine nord con la Finlandia Arrivo al golfo di Alta, Norvegia Sole di Mezzanotte dal campeggio di Alta
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SECONDA PUNTATA....... Oggi 4 luglio Oslo-Roros in 6 ore, circa 400 chilometri a Nord della capitale. Partito con sole e caldo, senza guanti, con un sorriso mediterraneo, piano piano mi sono vestito secondo la tecnica del multistrato! Solita pioggia leggera e capricciosa affrontata senza tuta: il vento ti mantiene perfettamente asciutto. Domani si sconfina in Svezia e a tappe forzate si va a Capo Nord, dove conto di arrivare al massimo tra 4 giorni. Sono le 11 passate e nonostante il cielo coperto c'è luce come alle 8 di sera da noi. Si sta bene in maglione. Ci sentiamo, vado sotto le coperte (in senso letterale), sono stanco. Roros, vecchio e storico paese di minatori Autostrada svedese con guardrail centrale a doppio cavo d'acciaio ideale per decapitare i motociclisti Mercoledì 6 luglio. buona la carne di renna, magari un po' meno con la marmellata di mirtilli..ma ognuno ha i suoi usi e costumi. Sono partito ieri mattina da Roros con freddo, cielo coperto e la configurazione invernale dell'abbigliamento tecnico, sotto calzoni e sotto giacca termici! E per fortuna: l'attraversamento del confine montagnoso tra Norvegia e Svezia è stato caratterizzato da pioggia e nebbia - nebbia e pioggia per tutta la mattinata con strada infida per terriccio e fango. Benedetti i pneumatici scolpiti dell'AT, fastidioso sarebbe stato con la nostra! Finalmente imbocco la E45 (da Enna arriva!) e un po' alla volta il tempo comincia a virare in una serata stupenda, al mio arrivo a Stromsund il riflesso del sole sul lago fino oltre le 10 di sera. Oggi giornata strana, difficile raccogliere le sensazioni provate senza scadere in luoghi comuni. Partenza presto con il sole già alto, eccheccazzi da noi non è così, e dopo pochi km ingresso nel comune di Dorotea sotto la scritta”Lappoland”. Da lì la E45 si snoda in mezzo a foreste senza fine apparente in un susseguirsi continuo di laghi, fiumi, torrenti e stagni con lo sfondo di un cielo strano, non azzurro come il nostro, celeste, quasi acqua marina. Trecento km più a Nord, verso Arvidsjaur, il panorama si modifica ulteriormente: gli alberi si fanno più bassi e radi (anche perché tagliano, cavolo se tagliano nel nome di nostra signora Ikea), compaiono i primi licheni a bordo strada; ma è nei successivi 250 km che la musica cambia ancora e sono il cielo e il senso di solitudine a farla da padroni! Qui il traffico è scarsissimo, quasi inesistente, pochissime case raggruppate, si fa per dire, in paesi distanti come i distributori (ho contato anche 90 km tra l'uno e l'altro) ed è frequente fare diversi km senza incrociare macchine, per non parlare delle moto poi che qui sembrano volatilizzate! Tanti cartelli di avviso di attraversamento di animali (alce che trotterella), e ne hanno ben donde! Tre renne ho incrociato: una è fuggita al mio apparire, un'altra non mi ha neanche cagato continuando a mangiare a bordo strada mentre la passavo salvo poi andarsene via schifata al mio goffo tentativo di fermarmi, togliere i guanti e tirare fuori il cellulare per la foto...sparita. La terza invece, penso maschio per la ramificazione delle corna e per il comportamento, trotterellava in mezzo alla strada e quando mi sono fermato mi ha affrontato. Strana situazione, già vissuta con un camoscio anni fa sulle nostre Dolomiti: fermi a distanza di un centinaio di metri con lei che scuoteva le corna avanzando di qualche passo. Rivale o semplice rompicoglioni che le sbarrava la strada, chissà come considerava me e la mia moto? Comunque si è tutto risolto al sopraggiungere del camper appena superato: la bestia ha deviato trotterellando nel bosco, troppo grosso per lei l'elefante... Però il cielo, quello soprattutto mi ha colpito: il colore e la sensazione di spazio senza fine sono incredibili, e mancano ancora 600 km a Capo Nord! Le nuvole sembrano dei palloni più o meno distanti l'uno dall'altro, basse, stagliate nettamente sul cielo, ti sembra di prevedere il loro cammino e di poter giocare con loro. Vengono da nord-ovest, mente la E45 tra Arvidsjaur e Gallivare ha direzione nord-est, perpendicolare. Le vedi arrivare, espandersi, con le curve a sinistra vai incontro, con quelle a destra ti allontani: ti sembra di poter evitare la pioggia accelerando o rallentando, ci giochi insomma. Non avevo mai giocato con le nuvole in vita mia! Si lo so è una cazzata, non si possono evitare le nuvole, però per oltre 100 km ho corso su asfalto alternativamente bagnato e asciutto senza mai prendere una goccia d'acqua a parte quella delle pozzanghere. Ma probabilmente queste cose le pensi perché viaggi da solo in posti sconosciuti, e la fantasia è più libera non dovendo pensare che a sé stessa. Gallivare è circa 100 km a nord del circolo polare artico, l'ho attraversato oggi all'incirca alle 15. Si mangia una buona carne di renna qui a Gallivare: sono le 23.45, fuori è ancora giorno. Buonanotte. Lago di Stromsund alle 10 di sera!!! Evvai si attraversa il circolo polare artico! Il cielo del Grande Nord e le nuvole con cui giocare
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Eh! A volte me lo chiedo anch'io
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Bene Valerio vedo che sei tornato dal pianeta delle scimmie....
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...Diletta confida a questi senza dio chi ti stava dietro a Bocca Seriola...
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- raduno
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...e lo spriz al Campari nel bar vicino all'albergo ve lo siete dimenticato?
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- raduno
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Si inizia.......... CAPO NORD 2011 DA SOLO Oggi è domenica tre luglio, domani parto davvero per il Grande Nord. Non male questi due giorni a Oslo: tranquilli, pieni di belle donne che si lasciano fotografare sorridendo; effettivamente sono allegri e disponibili questi Norvegesi...altrimenti sarebbe inspiegabile la possibilità, con mimica ridicola, di acquistare un taglia unghie (in Inghilterra col cazzo che mi avrebbero dato retta...un bel sorry e via). Partito il 30 giugno da casa accompagnato da Stefano, un caldo infernale l'autostrada. Molto efficiente e rapido a Verona sbrigare le formalità di imbarco e caricare la moto, purtroppo strisciando il casco per i doppi ponti dei vagoni trasporto auto troppo bassi. Treno con aria condizionata, pulizia evidente, discreto ristorante, donne capitreno giovani carine e gentili, insomma tutto quello che ci vuole per un viaggio confortevole, se non fosse che...18 ore Verona-Amburgo, un'agonia, palle vaporizzate!!! Non importa, finalmente alle 10.30 si sbarca ad Amburgo, recupero la moto e mi dirigo verso Nord-Ovest, prendendo subito la prima pioggia del viaggio! La temperatura è fresca, si sta bene in moto, è mezzogiorno e il traghetto parte alle 19.30 da Kiel, ho tanto tempo davanti. Pieno di benzina, consultazione della guida e rapidamente decido una deviazione verso Lubecca, città affascinante per storia e bellezza dei suoi monumenti, che raggiungo all'una giusto in tempo per una cotoletta alla viennese con insalata, patate, birra e caffè, per la modica somma di € 15.50 seduto sulla riva di uno dei suoi tanti canali: da ricordarsi il prezzo...lacrime e sangue qui in Norvegia. La strada Lubecca-Kiel si snoda dolce attraverso una campagna simile a quella Toscana se non fosse per il frequente incontro con le insenature che il Baltico ha scavato in queste terre: affascinante, non c'è che dire, questo angolo di Germania. Alle 17 circa arrivo a Kiel, città industriale, una cagata...m'imbarco in un battere di ciglia, meno ci si guarda attorno meglio si sta. Bello il ferry della Stena Line, accogliente, a mia disposizione una cabina doppia uso singolo. Prima doccia dopo due giorni, cena con pesce del Baltico: salmone crudo, affumicato e cotto almeno in tre modi diversi, gamberi e scampi caldi e in insalata fredda, merluzzo in tutte le salse...strafogato... sopravvissuto per puro miracolo...mi ha salvato la mia cabina concedendomi il sonno del giusto! Arrivo a Goteborg alle nove del mattino sotto una pioggia battente con la terribile sensazione di un dejavù veneziano di una sciroccata calda e umida come può essere solo nel Nord Adriatico, o almeno così credevo: bisogna mettere la tuta antipioggia, ma dentro la stiva è un forno crematorio e perdo in un botto solo tutti i benefici del traghetto. Alè, coda per uscire dalla nave, coda per uscire dal porto, coda per prendere la E6 (la mitica), pioggia fuori e fradicio dentro per il sudore, passo sul meraviglioso ponte sopra l'insenatura e mi proietto al primo distributore per togliere la tuta e ricominciare a respirare. Riparto senza e la fortuna mi aiuta: l'aria si fa più fresca, la pioggia si trasforma in pioggerella che va e che viene e mi permette di fare 300 km per arrivare a Oslo senza più mettere mano all'antipioggia. Bello l'arrivo al fiordo di Oslo dalla montagna, bello anche l'arrivo all'albergo guidato dal GPS fino al numero civico: ah...la tecnologia! Riposino, doccia e due giorni per la capitale, per ripartire lunedì... Primo aspetto di Oslo Secondo aspetto di Oslo
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Ti voglio un mondo di bene perché sei il mio nipotone, certo è che comunque hai scassato la minchia con questa GT stile diarrea di un tuareg...
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Ciao bello, ti sei trasferito nel "Pianeta delle scimmie"?
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Sono stato invitato da Diego a ripresentare nel nuovo forum il mio viaggio a Capo Nord del 2011: lo faccio volentieri sia per rivivere con i vecchi amici le sensazioni di allora sia per stimolare i più giovani a prendere la moto e partire. Cominciammo a programmare il viaggio nell'autunno del 2010, eravamo 7-8 motociclisti tutti protesi al Grande Nord: a maggio 2011 mi ritrovai da solo col consiglio di tutti, familiari ed amici, di lasciar perdere l'insano proposito...consiglio evidentemente, e per fortuna, non preso in considerazione. Deve essere splendido andare a Capo Nord in compagnia, condividere strada, paesaggi e cielo con i tuoi amici: non ho avuto questa esperienza, posso però affermare con certezza che il viaggio in solitaria rimane scolpito nel cuore. Ho ancora il diario di quel Viaggio (con la V maiuscola): ve lo riproporrò a tappe, le stesse tappe postate all'epoca fotografie comprese. Purtroppo sarà molto riduttivo il mio diario, mancano tutti i i vostri interventi, ma se comunque questo racconto porterà almeno un motociclista a intraprendere il viaggio allora il massimo dell'obiettivo sarà raggiunto. Concludo come concludevo spesso i miei post di allora, augurandovi la buonanotte e...a risentirci i prossimi giorni.
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Purtroppo mancano i dialoghi del post quelli dovresti recuperarli dal vecchio sito
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Dovrei avere tutto archiviato, diario e foto. Dammi la tua mail oppure spiegami come caricare su Dropbox, poi tu scegli e posti quanto ti sembra più opportuno
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Bene, rifaccio il punto del mio profilo visto il tempo trascorso dal mio ingresso, nel 2009, in questa comunità. Una moglie e due figli maschi in giro per il mondo, dal 18 agosto sono pensionato: considerata la mia età la definizione corretta del mio status attuale è "young old man sposato con prole autosufficiente " . Continuare la professione senza un ospedale alle spalle non aveva senso, ragion per cui mi sono riappropriato del mio tempo, con l'aggiunta di un po' di volontariato di ambulatorio urologico gratuito a Sappada, dedicandomi a moto, barca e recupero della mia vecchia passione, la storia! Attualmente sono matricola di storia all'università Ca'Foscari di Venezia, mia città natale, e ho già dato il primo esame su "Storia del cristianesimo". Che dirvi, ritornare agli studi classici dopo una vita di sala operatoria, rivivere l'università senza l'angoscia del futuro lavorativo, ritornare ogni giorno nella mia città col profumo e la puzza del mare...mi sto divertendo come da tempo immemore non mi capitava. PS & Guglio: quando sono a Venezia il mio pasto è costituito da 1- spriz con campari 2- panino a scelta con: arringa affumicata o baccalà mantecato o mousse di dentice. Alla fine non disprezzo un buon bicchiere di Sauvignon del Collio
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La patonza deve girare - Beauty's all around
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Non c'è la moto ma rimane un capolavoro assoluto italico: niente luci di studio, niente trucco, niente ritocco fotografico. Un inno alla bellezza della natura che puoi incontrare in qualsiasi spiaggia....VI PIACEREBBE EH BASTARDI!!!- 128 replies
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La bellissima, come ogni inverno, è in fase di miglioramenti estetici, frecce e faro posteriore ricavati dal pieno. Posterò. Un abbraccio a voi