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perchè andate in moto


jordano
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Secondo me , un pò perchè è nel nostro istinto primordiale, reticenza del passato quando l'uomo ha domato il cavallo e l'ha sellato per montarlo. 

Oggi, vogliamo soddisfare questa stessa esigenza montando un mezzo meccanico, unico nel suo genere per versatilità e libertà di movimento e non ultimo il potere ed il godere che ci da quando ci siamo sopra, briglie alla mano, perdon, manetta alla mano!

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"La retta. La via più breve fra due punti."

Quando pensiamo allo spostarci per raggiungere un luogo, immaginiamo sempre il modo più rapido per raggiungerlo... Non a caso tutti sognano il teletrasporto! Sarebbe figo raggiungere NY con uno schiocco di dita...no? 

Ecco. Per me la moto e la via più divertente tra due punti.

Vivere un trasferimento in moto regala un sacco di emozioni incredibili, oltre a profumi e paesaggi che da un abitacolo si percepiscono in maniera totalmente flat. In più c' è il fattore inclinazione...che per quanto pericoloso, ci riporta a quelle sfide con se stessi che non hanno spiegazione logica, come il tuffarsi da 10mt...ma che ti regalano quell' infinito attimo che ti fa dire "mi sento vivo cazzo!!!".

Ho detto più volte che per me il mezzo scelto ha importanza solo relativa. Questo perché nei miei ricordi sono focalizzati attimi e fotografie che prescindono dalle moto possedute. Ma l' ho capito solo nel tempo,  quando "la ricerca della piega perfetta" ha lasciato lentamente ma inesorabilmente spazio al gusto estremo de "il viaggio in moto".

Edited by OTTAGONO FURIOSO
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Perché mi diverto.

Perché in moto non vedi la scena come in macchina, in moto sei dentro la scena.

Perché amo sentire la differenza dell'aria,  fresca o calda, perché amo sentire gli odori lungo il viaggio, perché...ma che cazzo di domanda e? ?

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MA PERCHÉ INIZIAMO AD ANDARE IN MOTO? Qual è il senso di una passione, talmente forte, da entrarci dentro nel profondo fino a trasformarsi in uno stile di vita? E’ difficile spiegarlo a parole, sicuramente la moto è un’emozione complessa fatta di una serie di sensazioni diverse. Una realtà parallela in cui la percezione di ciò che ci circonda si modifica. In sella, ad esempio, il tempo non lo misuri col ticchettio delle lancette ma in quantità di strada percorsa, in chilometri. E mentre vai, un chilometro dopo l’altro, per un istante hai come l’impressione che passato e futuro siano vicinissimi. Che arrivino a toccarsi. Una frazione di tempo in cui non c’è nulla da ricordare e nessun piano da seguire, devi solo guidare. E forse per questo, in quel preciso istante, sulla tua moto, arrivi a percepire lucida una delle più grandi sensazioni di libertà di cui hai ricordo. Poi l’aria addosso, come un abbraccio, una resistenza da vincere; e quel senso di fuga dal quotidiano che una volta provato diventa una droga

 

penso che il giornalista lo abbia riassunto bene , a volte noi Sportclassici ci parliamo con la moto ?

Edited by 2Pistoni
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Si può vedere da molte angolazioni questa domanda...

Può solo semplicemente essere una domanda Idiota come dice ettore, magari dettata dallo scrittore che quel giorno non aveva niente da fare ed ha scritto la prima cosa che gli passava per la testa...

Oppure, come dice andrea,  l'arrivare da un punto all'altro nel modo più veloce e divertente possibile...

Ma anche montare, dominare in qualche modo, sottomettere, anche questo è plausibile.

Per me, come scritto anche nell'articolo, c'è stata sicuramente una grande voglia di sentirsi libero, dal '79 all' '86 ho provato la bellissima sensazione di vento sulla faccia e tra i capelli (allora li avevo... lunghi per giunta!). 

Anche la voglia di dominare un mezzo, come un tempo lo era il cavallo, anche questo mi ha dato e mi da piacere.

Se guardo al mio passato, mi vedo da bambino (5-6 anni) aggrappato ad una rete con il viso premuto in essa, con sguardo sognante, ammirare i "funanboli" con quelle "biciclette" rumorose alzare la ruota anteriore, fare partenze muovendo la terra,  azionare una manopola con la mano destra e sentire uscire un rumore tanto assordante quanto eccitante, ma sopratutto le facce, gli scherzi tra di loro, tutti erano sorridenti, indubbiamente si divertivano da matti, si, pensavo, un giorno lo farò anche io...

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