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Buon 8 marzo a tutte le sportclassiche!


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Oggi prendiamo in esame vari aspetti di una figura retorica, il Motociclista, nelle sue diverse sfaccettature, delineando per ciascuna di esse vizi, atteggiamenti, virtù ed esaminandone i comportamenti. Il Motociclista inteso come figura maschile, però, non è mai stato nelle nostre intenzioni, al contrario, ci garbano parecchio di più Le Motocicliste, e non esiste in effetti differenza fra comportamenti, attitudini e passione, se si parla di Motociclisti, fra genere maschile e femminile, sebbene anche la più informe delle tute in cordura sia lì a testimoniare il contrario, evidenziando come le forme femminili siano molto, ma molto più degne di interesse di quelle maschili.

La Motociclista, proprio come i colleghi maschi, si avventura in enduro o nei rally del deserto; è pilota nelle gare di endurance stradale come ad esempio la Centopassi, dove serve capacità di navigazione, tenacia, resistenza fisica e mentale; si dedica al turismo, spesso decidendo la meta del viaggio perché capace di un discernimento superiore all'uomo che tanto basta che ci sia da fare le pieghe; si intuta nella pelle, attirando lo sguardo interessato degli smanettoni sui Passi, dove incontrerà il fagiano di turno che, con la scusa di farle vedere come impostare due curve, proverà ad attaccare bottone mettendosi davanti al momento della partenza, salvo farsi sverniciare miseramente dalla biker dopo neanche due tornanti.

La Motociclista, infine, riveste spesso il ruolo di passeggera, a volte definita con l'orribile epiteto di “Zavorrina”, che vorrebbe suonare come un amorevole vezzeggiativo della femmina cacacazzo che vuole andare in moto col maschio alfa e che si duole di portarsi dietro un peso, una incudine capace esclusivamente di rallentarlo, quando lui, ah, se non avesse la donna dietro, cosa sarebbe capace di farvi vedere...
Il solo uso di un termine del genere in realtà chiarisce esclusivamente che la persona che lo adopera riferita al passeggero/a di chi guida una moto, non ha capito assolutamente niente di cosa vuol dire guidare, soprattutto in coppia.
Guidare in due significa condivisione, muoversi insieme, trovare una sintonia nella coppia che sposta all'unisono il peso sulla moto, asseconda l'impostazione della curva, rende entrambi partecipi non solo della destinazione da raggiungere, ma anche e soprattutto della gestione in marcia del mezzo meccanico, perché quando si è su una moto, ma i/le nostre passeggeri/e lo sanno già, non si può mai essere passivi.
Per questo, in occasione dell'8 marzo, ci si augura che venga abolito il termine “zavorrina” o “zavorra” e che esso venga usato d'ora in poi, opportunamente, soltanto riferendosi alla panza di alcuni bikers, comodamente adagiata sul serbatoio della moto.
Buon 8 marzo, sportclassiche!

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Ero or ora al telefono con mia moglie nel mentre ti leggevo, e conoscendo il suo pensiero, mi son ben guardato dall'augurarle buona festa della donna. EmojiSmiley-55:

Per quanto riguarda poi, lei sta bene coi piedi per terra ed io sulle pedane. E' forse questo il motivo per cui dopo 15 anni continuiamo a conciliarci ed amarci e rispettare ognuno le proprie passioni ed hobby. Condividendone però i piaceri e le emozioni, compresi i bellissimi borghi, con piscina, che i raduni sportclassici mettono a disposizione.

Evviva tutte le donne, evviva tutti gli uomini!

Edited by Settantatre
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