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Capo Nord 2011 da solo: il mio viaggio.


Overnorth
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Sono stato invitato da Diego a ripresentare nel nuovo forum il mio viaggio a Capo Nord del 2011: lo faccio volentieri sia per rivivere con i vecchi amici le sensazioni di allora sia per stimolare i più giovani a prendere la moto e partire.

Cominciammo a programmare il viaggio nell'autunno del 2010, eravamo 7-8 motociclisti tutti protesi al Grande Nord: a maggio 2011 mi ritrovai da solo col consiglio di tutti, familiari ed amici, di lasciar perdere l'insano proposito...consiglio evidentemente, e per fortuna, non preso in considerazione.

Deve essere splendido andare a Capo Nord in compagnia, condividere strada, paesaggi e cielo con i tuoi amici: non ho avuto questa esperienza, posso però affermare con certezza che il viaggio in solitaria rimane scolpito nel cuore.

Ho ancora il diario di quel Viaggio (con la V maiuscola): ve lo riproporrò a tappe, le stesse tappe postate all'epoca fotografie comprese.

Purtroppo sarà molto riduttivo il mio diario, mancano tutti i i vostri interventi, ma se comunque questo racconto porterà almeno un motociclista a intraprendere il viaggio allora il massimo dell'obiettivo sarà raggiunto.

Concludo come concludevo spesso i miei post di allora, augurandovi la buonanotte e...a risentirci i prossimi giorni.

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Si inizia..........

 

CAPO NORD 2011 DA SOLO

Oggi è domenica tre luglio, domani parto davvero per il Grande Nord.

Non male questi due giorni a Oslo: tranquilli, pieni di belle donne che si lasciano fotografare sorridendo; effettivamente sono allegri e disponibili questi Norvegesi...altrimenti sarebbe inspiegabile la possibilità, con mimica ridicola, di acquistare un taglia unghie (in Inghilterra col cazzo che mi avrebbero dato retta...un bel sorry e via).

Partito il 30 giugno da casa accompagnato da Stefano, un caldo infernale l'autostrada.

Molto efficiente e rapido a Verona sbrigare le formalità di imbarco e caricare la moto, purtroppo strisciando il casco per i doppi ponti dei vagoni trasporto auto troppo bassi.

Treno con aria condizionata, pulizia evidente, discreto ristorante, donne capitreno giovani carine e gentili, insomma tutto quello che ci vuole per un viaggio confortevole, se non fosse che...18 ore Verona-Amburgo, un'agonia, palle vaporizzate!!!

Non importa, finalmente alle 10.30 si sbarca ad Amburgo, recupero la moto e mi dirigo verso Nord-Ovest, prendendo subito la prima pioggia del viaggio!

La temperatura è fresca, si sta bene in moto, è mezzogiorno e il traghetto parte alle 19.30 da Kiel, ho tanto tempo davanti.

Pieno di benzina, consultazione della guida e rapidamente decido una deviazione verso Lubecca, città affascinante per storia e bellezza dei suoi monumenti, che raggiungo all'una giusto in tempo per una cotoletta alla viennese con insalata, patate, birra e caffè, per la modica somma di € 15.50 seduto sulla riva di uno dei suoi tanti canali: da ricordarsi il prezzo...lacrime e sangue qui in Norvegia.

La strada Lubecca-Kiel si snoda dolce attraverso una campagna simile a quella Toscana se non fosse per il frequente incontro con le insenature che il Baltico ha scavato in queste terre: affascinante, non c'è che dire, questo angolo di Germania.

Alle 17 circa arrivo a Kiel, città industriale, una cagata...m'imbarco in un battere di ciglia, meno ci si guarda attorno meglio si sta.

Bello il ferry della Stena Line, accogliente, a mia disposizione una cabina doppia uso singolo.

Prima doccia dopo due giorni, cena con pesce del Baltico: salmone crudo, affumicato e cotto almeno in tre modi diversi, gamberi e scampi caldi e in insalata fredda, merluzzo in tutte le salse...strafogato... sopravvissuto per puro miracolo...mi ha salvato la mia cabina concedendomi il sonno del giusto!

Arrivo a Goteborg alle nove del mattino sotto una pioggia battente con la terribile sensazione di un dejavù veneziano di una sciroccata calda e umida come può essere solo nel Nord Adriatico, o almeno così credevo: bisogna mettere la tuta antipioggia, ma dentro la stiva è un forno crematorio e perdo in un botto solo tutti i benefici del traghetto.

Alè, coda per uscire dalla nave, coda per uscire dal porto, coda per prendere la E6 (la mitica), pioggia fuori e fradicio dentro per il sudore, passo sul meraviglioso ponte sopra l'insenatura e mi proietto al primo distributore per togliere la tuta e ricominciare a respirare.

Riparto senza e la fortuna mi aiuta: l'aria si fa più fresca, la pioggia si trasforma in pioggerella che va e che viene e mi permette di fare 300 km per arrivare a Oslo senza più mettere mano all'antipioggia.

Bello l'arrivo al fiordo di Oslo dalla montagna, bello anche l'arrivo all'albergo guidato dal GPS fino al numero civico: ah...la tecnologia!

Riposino, doccia e due giorni per la capitale, per ripartire lunedì...

 

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Primo aspetto di Oslo

 

Secondo aspetto di Oslo  5a2277d665024_2011-07-02001003(2).thumb.jpg.fddc99df23051c49f6ef3b2e69ff92cc.jpg

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SECONDA PUNTATA.......

Oggi 4 luglio Oslo-Roros in 6 ore, circa 400 chilometri a Nord della capitale.

Partito con sole e caldo, senza guanti, con un sorriso mediterraneo, piano piano mi sono vestito secondo la tecnica del multistrato!

Solita pioggia leggera e capricciosa affrontata senza tuta: il vento ti mantiene perfettamente asciutto.

Domani si sconfina in Svezia e a tappe forzate si va a Capo Nord, dove conto di arrivare al massimo tra 4 giorni.

Sono le 11 passate e nonostante il cielo coperto c'è luce come alle 8 di sera da noi. Si sta bene in maglione.

Ci sentiamo, vado sotto le coperte (in senso letterale), sono stanco.

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Roros, vecchio e storico paese di minatori

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Autostrada svedese con guardrail centrale a doppio cavo d'acciaio ideale per decapitare i motociclisti

 

Mercoledì 6 luglio.

buona la carne di renna, magari un po' meno con la marmellata di mirtilli..ma ognuno ha i suoi usi e costumi.

Sono partito ieri mattina da Roros con freddo, cielo coperto e la configurazione invernale dell'abbigliamento tecnico, sotto calzoni e sotto giacca termici!

E per fortuna: l'attraversamento del confine montagnoso tra Norvegia e Svezia è stato caratterizzato da pioggia e nebbia - nebbia e pioggia per tutta la mattinata con strada infida per terriccio e fango. Benedetti i pneumatici scolpiti dell'AT, fastidioso sarebbe stato con la nostra!

Finalmente imbocco la E45 (da Enna arriva!) e un po' alla volta il tempo comincia a virare in una serata stupenda, al mio arrivo a Stromsund il riflesso del sole sul lago fino oltre le 10 di sera.

 

Oggi giornata strana, difficile raccogliere le sensazioni provate senza scadere in luoghi comuni.

Partenza presto con il sole già alto, eccheccazzi da noi non è così, e dopo pochi km ingresso nel comune di Dorotea sotto la scritta”Lappoland”. Da lì la E45 si snoda in mezzo a foreste senza fine apparente in un susseguirsi continuo di laghi, fiumi, torrenti e stagni con lo sfondo di un cielo strano, non azzurro come il nostro, celeste, quasi acqua marina.

Trecento km più a Nord, verso Arvidsjaur, il panorama si modifica ulteriormente: gli alberi si fanno più bassi e radi (anche perché tagliano, cavolo se tagliano nel nome di nostra signora Ikea), compaiono i primi licheni a bordo strada; ma è nei successivi 250 km che la musica cambia ancora e sono il cielo e il senso di solitudine a farla da padroni!

Qui il traffico è scarsissimo, quasi inesistente, pochissime case raggruppate, si fa per dire, in paesi distanti come i distributori (ho contato anche 90 km tra l'uno e l'altro) ed è frequente fare diversi km senza incrociare macchine, per non parlare delle moto poi che qui sembrano volatilizzate!

Tanti cartelli di avviso di attraversamento di animali (alce che trotterella), e ne hanno ben donde! Tre renne ho incrociato: una è fuggita al mio apparire, un'altra non mi ha neanche cagato continuando a mangiare a bordo strada mentre la passavo salvo poi andarsene via schifata al mio goffo tentativo di fermarmi, togliere i guanti e tirare fuori il cellulare per la foto...sparita.

La terza invece, penso maschio per la ramificazione delle corna e per il comportamento, trotterellava in mezzo alla strada e quando mi sono fermato mi ha affrontato.

Strana situazione, già vissuta con un camoscio anni fa sulle nostre Dolomiti: fermi a distanza di un centinaio di metri con lei che scuoteva le corna avanzando di qualche passo. Rivale o semplice rompicoglioni che le sbarrava la strada, chissà come considerava me e la mia moto?

Comunque si è tutto risolto al sopraggiungere del camper appena superato: la bestia ha deviato trotterellando nel bosco, troppo grosso per lei l'elefante...

Però il cielo, quello soprattutto mi ha colpito: il colore e la sensazione di spazio senza fine sono incredibili, e mancano ancora 600 km a Capo Nord!

Le nuvole sembrano dei palloni più o meno distanti l'uno dall'altro, basse, stagliate nettamente sul cielo, ti sembra di prevedere il loro cammino e di poter giocare con loro.

Vengono da nord-ovest, mente la E45 tra Arvidsjaur e Gallivare ha direzione nord-est, perpendicolare. Le vedi arrivare, espandersi, con le curve a sinistra vai incontro, con quelle a destra ti allontani: ti sembra di poter evitare la pioggia accelerando o rallentando, ci giochi insomma. Non avevo mai giocato con le nuvole in vita mia!

Si lo so è una cazzata, non si possono evitare le nuvole, però per oltre 100 km ho corso su asfalto alternativamente bagnato e asciutto senza mai prendere una goccia d'acqua a parte quella delle pozzanghere. Ma probabilmente queste cose le pensi perché viaggi da solo in posti sconosciuti, e la fantasia è più libera non dovendo pensare che a sé stessa.

Gallivare è circa 100 km a nord del circolo polare artico, l'ho attraversato oggi all'incirca alle 15.

Si mangia una buona carne di renna qui a Gallivare: sono le 23.45, fuori è ancora giorno.

Buonanotte.

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Lago di Stromsund alle 10 di sera!!!

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Evvai si attraversa il circolo polare artico!

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Il cielo del Grande Nord e le nuvole con cui giocare

 

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TERZA PUNTATA..........

Giovedì scorso sono partito dall'Italia, è già passata una settimana, oggi è giovedì 7 luglio e domani arrivo a Capo Nord.

Non ho mai guardato in questi giorni le previsioni, non mi interessano, non hanno nessuna importanza: questo non è un giro in moto né una vacanza, questo è un viaggio...il mio viaggio.

E' fondamentale il bel tempo per un giro o una vacanza in moto: è umido, non mi va di bagnarmi, ma chi ce lo fa fare andiamoci in macchina...

In un viaggio conta alzarsi e partire, per i più precisi pianificare tappe e percorso, il tempo conta poco o nulla, giusto per come vestirsi...partire, poi si vede e ci si comporta di conseguenza.

Brutto tempo stamattina a Gallivare, cold cloudy and wet: partenza in assetto invernale!

Paesaggio che continua a modificarsi man mano che mi avvicino a Karesuando,al confine nord svedese: scompaiono gli alberi ad alto fusto, gli abeti e i pini rimpiccioliscono, betulle a cespuglio e licheni, ma soprattutto acqua, tanta acqua ovunque in tutte le sue espressioni,un autentico acquitrino. E zanzare, miliardi di zanzare affamate (dura poco la buona stagione qua, devono darsi da fare) che dall'eternità aspettano proprio te nel punto dove è scritto che ti fermerai per divorarti, è il destino di chi si avventura in questi posti!

Il lato buffo invece sono gli altri insetti. Anch'essi ti circondano in una nuvola, ma non sono lì per te: sono lì per il tuo casco, la giacca, la carrozzeria della moto...per pasteggiare con i visceri degli altri spiaccicati durante la corsa!

Ma è dopo aver attraversato quel pezzettino di Finlandia ed essere entrato in Norvegia che ti ritrovi improvvisamente nella tundra, splendore e desolazione del grande Nord. Non diverse sensazioni suscita l'attraversamento di Kautokeino, principale centro della Lapponia norvegese: baracche accanto a gioiellerie, e ti vien da riflettere su questa terra e i suoi abitanti, e su come le tre meravigliose democrazie nord-europee se la sono divisa e pappata...come una torta...gnamm!

Per fortuna alla fine c'è il mare, il cielo infinito di queste latitudini, il sole di mezzanotte e Capo Nord che mi aspetta...domani.

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Svezia del Nord e vecchia strada

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Karesuando, Svezia, confine nord con la Finlandia

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Arrivo al golfo di Alta, Norvegia

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Sole di Mezzanotte dal campeggio di Alta

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QUARTA PUNTATA

Venerdì 8 luglio...credo. Dio che fradicio, mi entrava dal collo e mi usciva dagli stivali: mai preso così tanta acqua in così poco tempo in vita mia!

Bisogna conoscerlo il tempo di queste parti.

Si è vero, c'era nuvolaglia scura che girava, ma ero già passato sotto diversi nuvoloni neri e avevo giocato con loro, solo poche gocce e via, un po' di pioggia e subito il vento ad asciugarmi...comincio a diventare bravo a giocare con le nuvole...

Si è vero, sopra quella collina c'era foschia, ma era chiara, non era sormontata da un nuvolone nero...però... la collina sta scomparendo...sta a vedere che me lo sto prendendo nel...una frustata di vento e pioggia torrenziale, la moto che ondeggia, devo rallentare, ho difficoltà a tenere la moto in strada.

Strada, quale strada, e chi vede che cosa in questa tundra desolata flagellata dalla tempesta? Vado avanti a passo d'uomo fino a che alcune macchine ferme mi segnalano la presenza di un area di sosta: accosto, mi fermo, scendo dalla moto e finalmente vedo quanto sono stato coglione...perché anche da fermo non vedo quasi nulla nel turbine di acqua e vento.

Venti minuti e praticamente è tutto finito, ricompaiono i nuvoloni bianchi e neri che mi invitano a ricominciare a giocare...ma andate a cagare andate.

Ho imparato qualcosa sul tempo di queste parti oggi.

Stamattina partenza alle otto per Alta-Capo Nord-Alta, più o meno 500 km.

Siamo in tre moto: un brasiliano che dopo aver fatto Capo Horn in moto ha deciso di fare anche Capo Nord, un mio compaesano con figlio di 14 anni in sella a una GS 1200 (e te pareva) e il sottoscritto.

Tempo chiuso, partiamo ben bardati ma siamo fortunati perché piano piano comincia a schiarire.

Giornata delle renne oggi, ne incontriamo in continuazione dappertutto, da sole, coi piccoli, in branco...che ce le abbiano messe apposta per i turisti?

Avevo fatto la E6 tra Goteborg e Oslo, la riprendo qui nel suo tratto finale per Capo Nord, assieme a una miriade di motociclisti, macchine, camper e roulotte.

Ma dov'è finita la splendida solitudine delle strade interne scandinave, dov'è la E45 che mi ha portato quasi spaventato fino al cuore della Lapponia? C'è da riflettere, e ne avrò modo i prossimi giorni.

Tragitto affascinante fino al Capo con la vegetazione sempre più spoglia, desolazione e fascino della tundra artica. Il tempo via via si schiarisce, e anche oggi su tutto domina questo cielo sconfinato che mi conquista ogni giorno di più...c'è di che preoccuparsi, come farò senza al mio rientro?!

L'arrivo al capo è da togliere il respiro: la strada è in quota, sul promontorio, con curve continue a completo dominio visivo. Ma non puoi dedicarti alla guida, troppe insenature si aprono, troppe volte il mare tocca il cielo per non restare rapiti...meglio andare piano, ci saranno altri momenti per la guida, magari al ritorno...

Capo Nord in sé non è niente, è stato violentato in attrazione turistica, ma il paesaggio che si vede, un cielo infinito che incontra un mare infinito...sono stato fortunato a trovare una bella giornata.

Il rientro lo faccio da solo: in viaggio ci si conosce, si condividono esperienze, poi ognuno per la sua strada...

Per un centinaio di km ho giocato con le nuvole, poi, all'improvviso, ho cominciato a conoscere il tempo di quassù, del circolo polare artico.

Devo sistemare le foto, altrimenti non riuscirò mai a postarle...nonostante l'ora è ancora giorno fuori...sempre lo stesso strano cielo.

 

 

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Ormai vicino!

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Sul promontorio del Capo

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Capo Nord!!!

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Il motociclista brasiliano raccolto per strada: doveva venire con sua moglie ma è rimasta incinta e Capo Nord se l'è bevuto da solo!

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Tempesta in arrivo....presa tutta

 

 

 

 

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QUINTA PUNTATA.....

Da qualche parte della Bibbia sta scritto che a colui al quale in questa vita sarà concessa grazia di vedere Dio verrà tolto il dono della vista, perché nulla sarà più degno di essere ammirato dopo tanta bellezza.

Oggi mi si sono distaccati gli occhi...

Stamattina mi sono alzato con calma, è sabato 9 luglio, lunedì sono partito da Oslo e già ieri ho raggiunto Capo Nord, la meta!!! Sono sicuro che adesso il viaggio, senza più luoghi da raggiungere, sarà più tranquillo e interessante, anzi penso che da ora sarà veramente il viaggio!

Un saluto alla coppia di italiani arrivata ieri sera e dopo essermi crogiolato finalmente a un sole caldo parto in conformazione estiva: collo slacciato, tasche e aperture prendivento aperte, guanti nel bagagliaio...sembra luglio.

Finalmente un po' di curve! La E6 in direzione Tromso alterna rettilinei a tratti nervosi e curve ampie e guidabili: con il bisonte a pieno carico non posso certo esagerare, ma è bello lasciarsi andare in piega concatenando le curve dopo migliaia di km di rettilineo...d'accordo viaggio, ma sempre in moto è, e la moto sta meglio piegata, come la barca a vela.

A mezzogiorno arriva la brezza di mare, calda, a raffiche violente che fanno sbandare la moto...ma c'è il sole, l'asfalto ha il giusto grip e ti fidi, a destra c'è il mare e a sinistra la montagna ricoperta di verde, questo è mediterraneo ragazzi, libidine pura.

La strada si alza verso una gola, il vento incanalato soffia a raffiche rabbiose ma è caldo, è amico.

Scollino e mi compare...tutto! Luce, cielo, mare, ,montagna, neve, ghiacciai e vento, il vento che si sente e si vede sulla superficie del mare, tutti assieme... là...e da questo momento si snodano davanti alla mia moto cambiando in continuazione eppur sempre uguali...come farò a rinunciare a tutto questo...a questo cielo...mi si sono distaccati gli occhi oggi.

Ho risparmiato più di cento chilometri per arrivare a Tromso imbarcandomi su due traghetti, una figata.

Imbarco e sbarco rapidissimo, tutto essenziale e senza fronzoli, a un costo irrisorio per gli standard norvegesi...centoventi corone in tutto, meno di due birre bevute al bar.

Ho fatto pochi chilometri e sono arrivato presto, sono stanco oggi, ho corso parecchio in questi giorni.

Domani isole Lofoten, e spero che le aspettative non minino la realtà.

Stasera farò le ore piccole a Tromso, tanto qui è sempre giorno.

 

Domenica 10 luglio. Sveglia alle 7, cielo chiuso e pioggia, ho continuato a dormire. Sveglia con calma, colazione e bagagli con calma, partito dopo che ha smesso di piovere, alle 11, in direzione Narvik per arrivare sulle isole Vesteralen ad Harstad. La E6 in questo tratto è alquanto noiosa, sia come paesaggio che come tragitto...devono averla raddrizzata tutta.

Giusto all'una temporale violento: stavolta l'ho annusato, ho girato la moto e sono tornato all'area di sosta 2 km indietro in tempo per ripararmi sotto una tettoia e consumare un pasto frugale (Tex Willer spesso lo fa) nell'attesa che la natura faccia il suo dovere.

Per lo standard a cui mi sono abituato è piuttosto trafficata la E6, credo che tutti o quasi la usino per salire e scendere...comincia a non piacermi. Per fortuna prima di Narvik si devia a destra per la statale 825 che corre bella e nervosa lungo il fiordo: 90 km quasi in solitudine, tante curve, pochissime macchine e una sola moto incrociata, una goduria.

Al camping di Harstad libera solo una cabina, come qui chiamano i bungalow, da 4 con bagno annesso, 900 corone...mizzica l'inculata.

Domani verso le Lofoten, aspettative tante, speriamo...

 

Cazzo che freddo, si sta bene col termosifone acceso...

C'è di che preoccuparsi stamattina, comincia male la settimana, proprio brutto questo lunedì.

Il tempo può banalmente definirsi una merda e io ho dormito poco e male: ci sono tutti i motivi per prendersi una intera giornata di sano riposo, come qualcun altro al settimo giorno.

No per la miseria, non gliele do 900 corone per un'altra notte, dovessi pure affrontare un tornado.

Con calma mi preparo le borse, sbircio fuori in continuazione... macché, non smette un secondo di piovere, e pure più freddo degli altri giorni fa...sarà...

Parto verso le 10 in configurazione inverno con pioggia: tre strati alle gambe e quattro (anzi 5 con la maglietta) al torace, tuta antipioggia compresa; alla fine ci metto sopra pure il gilè giallo rifrangente, sai mai che non mi centrino.

Devo trovare un campeggio dalle parti di Sortland, punto di accesso alle Lofoten, da usare come appoggio per girare le isole nei prossimi giorni: ieri ho dato un'occhiata alla carta, saranno un centinaio di chilometri, due ore a farla grande.

La strada corre tortuosa su e giù per il fiordo, chissà il paesaggio col bello!

Io invece non vedo niente, vuoi per la foschia e le nuvole basse, vuoi perché non smetto un istante di litigare con la visiera che continua ad appannarsi...pure gli Shoei con quello che costano, eccheccazzi!

Almeno in queste condizioni non si incontra nessuno e così posso viaggiare in splendida solitudine.

Arrivo al traghetto e lo perdo come un coglione semplicemente perché non sapevo di doverlo prendere, non avevo guardato bene la carta la sera prima...scemo, lo lascio partire pur avendo la possibilità di salirci!

Cazzo un ora d'attesa, poco male, salto il traghetto e faccio il giro del fiordo, vediamo...mizzica 100 chilometri in più...aspetto il prossimo.

Arrivo a Sortland verso le 14 (non male 3 ore per 100 chilometri eh), ha smesso di piovere, si aprono prospettive per il pomeriggio.

Campeggio, cabina, pasto frugale (sempre alla Tex Willer quando è in azione) e via verso Andenes, vecchio villaggio di pescatori e balenieri: ora si sono convertiti, offrono escursioni per avvistamento cetacei...ci stiamo convertendo tutti...

Venti chilometri per sbattere il muso addosso a un ulteriore peggioramento: pioggia forte, rinforzo del vento ora freddo, linea mare-cielo in fondo sull'Atlantico che scompare...no, non è giornata...rientro.

Attraverso la città per recuperare il campeggio e mi vien da sorridere alla vista degli abitanti in giaccone e cappello di lana: è novembre.

Fuori piove e tira vento, direi artico data la latitudine...si sta bene qui dentro col termosifone acceso.

 

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Questo è oceano non un lago!

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Immerso nel paesaggio...non male

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Qui la foto non può descrivere quello che hanno visto gli occhi...

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Caffè caldo ben accettato nell'attesa del traghetto...Jordano ti ricorda qualcosa?

Edited by Overnorth
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  • 1 month later...

SESTA PUNTATA......

Oggi ad Andenes mi sono offerto un salmone squisito...o in Italia ci mandano gli scarti, o non importiamo salmone norvegese!

Stamane pioggia e freddo, mi giro e riprendo sonno.

Alle 11 non ne posso più, indosso tutti gli strati di cui dispongo, Andenes non è stata ieri, lo sarà oggi.

Strana questa crisi di astinenza, se non mi sparo in vena almeno 200 chilometri al giorno do fuori di matto...a casa non è così, se piove col cazzo che mi muovo.

E' che un viaggio ti dà ritmi sconosciuti: ti alzi, prepari te e la moto, controlli il percorso e via, chilometri su chilometri, giorno dopo giorno...droga...crisi se stai fermo.

Ti prende la fregola di vedere in continuazione cose nuove, di percorrere strade sconosciute, di ubriacarti di sensazioni ascoltando, come ha detto Valerio, il frullare del motore: i chilometri non sembrano mai troppi, la sella non è più troppo dura, la schiena si rinforza e l'artrosi si cheta, diventi tutt'uno con la moto, solido e solidale ad essa.

E se la vedi ferma vai in crisi di astinenza.

Chiacchierando con voi ad oggi ho fatto 4000 chilometri, 3979 per l'esattezza, e non me li sento addosso.

Parto e dopo una decina di chilometri smette di piovere, fa sempre un freddo cane ma almeno ha smesso, e l'asfalto è pure asciutto...'nvedi mo' la nuvola sfigata sopra Sortland.

Antenes è sulla punta estrema di uno stretto e lungo promontorio che si spinge a nord dentro l'oceano. Oggi tira aria gelida, i venti sono ruotati dai quadranti meridionali, tramontana diremo noi...ma qui a nord ci sono mica le Alpi, qui c'è il polo, e il vento arriva gelido senza incontrare ostacoli.

Bello il paese, case tutte in legno e un porto con file di magazzini tutti colorati in rosso: peccato il tempo nuvoloso, foto scadenti. Pranzo di salmone alla Kit Carson (con patatona al cartoccio e birra gelata da litro) e rientro con il sole che finalmente fa capolino, ed è bello rientrare vedendo in lontananza la massa scura delle Lofoten stagliata sull'oceano che finalmente ritorna azzurro. Domani vado là, il tempo sembra virare, speriamo...

 

Otto del mattino di mercoledì 13 luglio. Guardo fuori, devo aver dormito quattro mesi, a occhio è il 13 novembre. Pioggia freddo e foschia...ma perché non sono venuto in estate?

Poco male, dai, si va e qualcosa succede. Assetto inverno-pioggia, parto alle dieci e dopo un ora e una sessantina di chilometri sotto l'acqua arrivo alle 11 al traghetto, che non sapevo ci fosse, dieci minuti prima della partenza...il tempo di una pisciatina...che la fortuna stia girando?

Sto cambiando modo di andare in moto in questo viaggio!

I primi giorni c'era l'angoscia di fare presto, la meta da raggiungere il prima possibile, col bisonte a pieno carico 110-120 costanti non sono pochi considerando anche i pneumatici scolpiti. Adesso raramente arrivo a novanta, la mia velocità di crociera è di 70-80 e con le soste per foto in un'ora non faccio più di 60 chilometri, mi guardo molto più attorno. Non so se questo sia per gustare meglio luoghi e strade, o un tentativo inconscio di ritardare il rientro, o più banalmente cerco di evitare in viaggio di sostituire per consumo il pneumatico posteriore, resta il fatto che, a parte il piacere della piega, sono più proiettato sulla strada da fare che che non sul come farla.

Bello assaporare ritmi lenti in moto, non ho ricordi...

Sono strani questi traghetti norvegesi, non hanno poppa e prua distinte, meglio hanno due prue, che si aprono come due enormi bocche di squalo a divorare e vomitare uomini e mezzi.

Oggi mi hanno dato una cinghia per agganciare la moto, il traghetto avrebbe navigato con mare e vento al traverso e con rollio tale da rovesciare la moto se mal fissata.

Mezz'ora di traversata allegra con brio e finalmente sbarco alle Lofoten...sotto una pioggia battente.

Sulla strada verso Svolvaer nonostante il maltempo queste isole appaiono comunque affascinanti, figurarsi con il cielo terso di queste latitudini!

La pioggia cessa, le nuvole si alzano, mi tolgo l'antipioggia e scatto le prime foto di questa splendida natura.

Arrivo a Svolvaer con la pioggia che ricomincia a cadere, ma sono tranquillo, qualcosa è girato...”non può piovere per sempre”

 

Giovedì 14 luglio.

Niente da fare cazzo, fuori vento pioggia e freddo: faccio bucato.

Per sessanta corone (8-9 €) sistemo tutta la biancheria di 7 gg, lavata e asciugata: nel frattempo arriva mezzogiorno e fuori i lupi sono a caccia.

A è il nome del paesino alla punta estrema sud-est delle Lofoten.

Sì, proprio A si chiama, nome composto da una lettera unica e per giunta la prima dell'alfabeto: Dio creò A e dopo il resto del mondo...chissà se è questo il motivo del nome...

Vado ad A, pioggia o non pioggia. Domani tolgo l'ancora dalle isole e non esiste che io non vada a bermi la birretta ad A!

Parto con moto alleggerita, stasera torno a Svolvaer quindi di gita di piacere fuori porta si tratta, per siringarmi 137 chilometri di strade strette tortuose e bagnate, tempo previsto tre ore.. poi bisogna tornare.

Assetto multistrato con sopra gilè giallo, litigio continuo con la visiera sempre appannata, il tragitto è dominato dal vento, nemico oggi, forte e a raffiche, dall'atlantico in burrasca e da queste isole rese più cupe da un mare ancor più cupo del cielo, che sia questo in realtà il loro fascino?

Parto verso le 12.30 e arrivo ad A alle cinque...non male!

Per carità, piccola sosta alle due per caffè e torta dalla bella Lofotiana e più avanti, stufo di procedere sulle uova causa vento rabbioso, paninetto insalata e salmone...però una media di 30 km/ora è un bel record, quasi la velocità dei numerosi ciclisti che incontro quassù.

A parte Capo Nord, non ho mai incontrato, soprattutto nelle giornate di cattivo tempo, tanti motociclisti: i ciclisti invece sono ovunque.

Giovani e meno giovani, in coppia o da soli, numerose le donne, li trovi ovunque con qualsiasi tempo: non ho un idea precisa ma penso che le loro vacanze si declinino in migliaia di chilometri percorsi. Oggi ne ho superati parecchi, poi li ho incrociati ritornando mentre continuavano imperterriti a pedalare. A rendere l'idea una ragazza è scesa dalla bici e si è fatta a piedi un ponte per evitare di essere rovesciata a terra dal vento...da scappellarsi!

Ritorno molto più rapido, tre ore, senza pioggia e col vento in poppa. Nuvole alte stasera, che sia un buon segno? Io continuo testardo a non guardare il meteo...

 

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Aspettando il traghetto...

 

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Lofoten.....

 

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Lofotiana.....

 

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E ancora Lofoten....

 

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A.....

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SETTIMA PUNTATA....

Venerdì 15 luglio

Nuvole alte stamattina e finalmente non piove.

Saluti agli altri ospiti e alle otto mi trovo al molo: traghetto Svolvaer-Skutvik, tre ore, si torna in terraferma.

Dopo lo sbarco bello il tratto di strada a raggiungere la E6, che a sud di Narvik offre splendidi paesaggi che si aprono su ogni fiordo che attraversa: ma non ho voglia o non posso soffermarmi, troppo traffico anche pesante, non ci sono più abituato.

Sono contento quando prendo la deviazione per Bodo, per arrivare qualche chilometro prima della città al bivio per la statale costiera 17: arriva quasi a Tronheim e se la faccio tutta sono oltre 600 chilometri di costa fuori dalla E6.

Ne faccio una sessantina oggi, e ritrovo il gusto di procedere tranquillo in assenza di traffico: per carità, non è la solitudine della Svezia del nord, ma mi brillano gli occhi entrare in un fiordo per uscirne per rientrare per...

Oggi pomeriggio è sereno, finalmente il sole riscalda...e il cielo ritorna infinito dandomi sensazioni già vissute e che adesso ritornano prepotenti.

E' un peccato dovermi fermare, ma la notte, si fa per dire, ha le sue esigenze...tanto domani riparto.

 

Distrutto, sono distrutto, sabato di fatica, arrivato alle sette di sera, da stamattina alle otto e mezza in moto.

E pure il naso ustionato...come un peperone...mi sono per caso infilato nel buco di ozono?

Partenza con aria fresca e coperto ma all'orizzonte ampi spazi azzurri: è la giornata giusta, oggi si viaggia.

La strada non è deserta ma poco ci manca, è tortuosa, con un altra moto e senza sto popò di carico oserei dire tecnica: si chiama costiera ma questa parte si snoda tutta all'interno attraversando gigantesche morene di antichi ghiacciai e bucando montagne.

Tre gallerie consecutive ho passato di due, quattro e l'ultima di oltre sette chilometri, incrociate quattro, diconsi quattro, macchine...una folla.

Dall'ultima giù a precipizio nel fiordo a vedere il ramo nord-ovest del giacciaio di Svartisen venire quasi a bagnarsi nell'acqua di mare: l'ho fotografato il tutti i modi, ma certe cose che vedono gli occhi le foto non possono mostrarle. Tre traghetti concatenati a meraviglia da culo spaziale, un uovo sodo a traghetto per non indebolirmi troppo, ho ripassato il circolo polare e finalmente il sole, caldo, estivo...sembra luglio. Ore e ore di strada costiera e scollinamenti in un susseguirsi di paesaggi indescrivibili: a momenti sembra di essere in Svizzera, mucche al pascolo comprese, in altri sembra di percorrere una costiera mediterranea.

A Mosjoen riprendo la E6 verso sud ed è bella la strada in questo tratto con curve ampie e continue...averla sotto il culo la GT ora senza di limiti di velocità del cavolo..

Gli abeti ricominciano a farla da padroni con foreste a perdita d'occhio e il cielo sempre lì, incredibile e immenso...solo che ora bisogna girare la testa...a sud sto andando...mi sto allontanando da questo cielo.

Bella ma trafficata la E6, in entrambi i sensi di marcia, e frotte di motociclisti, un esercito, quasi tutti in marcia verso nord.

Li guardo e li saluto come probabilmente guardavano e salutavano me quelli che incrociavo sulla E45: ma lì eravamo pochi...strade deserte...io salivo...ora scendo.

Sono triste stasera, perché stanco e perché la gomma posteriore è finita. Domani mi fermo a Trondheim e lunedì mattina alla Honda per sostituire la gomma: ho già messo l'indirizzo nel GPS.

 

Stasera sono sceso dalla moto alle 9, se continua così viaggio anche di notte.

Ieri domenica tranquilla, breve, si fa per dire, tappa di trasferimento fino a Trondheim: trecento chilometri sono nulla qui in Norvegia.

Verso l'una ritrovo a un autogrill la coppia di Novara su BMW 1200 GS, ecchecazzi, lasciata alle Lofoten: com'è piccolo il mondo in questo paese infinito...

Facciamo gli ultimi chilometri assieme poi ci separiamo, loro a visitare la cattedrale, io a controllare de visu la sede della Honda.

Pomeriggio tranquillo a visitare la città e cena con pesce nella trastevere di Trondheim.

Mattina alle 08.00 davanti alla Honda, mi dicono di ripassare alle 11.

Turista per caso girovago per la città e per la prima volta noto che tanti giovani fanno lavori cosiddetti umili: pulire le strade, tagliare l'erba, potare siepi e fiori. Forse mi sbaglio ma è mia impressione che siano studenti impegnati a guadagnare qualcosa durante le vacanze estive...bravi, non mi risulta qualcosa di simile da noi.

Alle 11 consegno la moto, me la riconsegnano alle 13 dietro cortese esborso di 2300 corone, circa 300 €, per la sola gomma posteriore...mollo tutto e vado a fare il gommista in Norvegia.

Me lo prendo in culo con classe, sorridendo: se mi agito, penso, faccio il loro gioco...

E va bene, tanto si parte, direzione Kristiansund per percorrere la statale 64, la strada atlantica e i suoi mitici ponti sull'oceano...che poi tanto mitici non sono...e neanche sull'oceano.

E' una strada a tratti interna e a tratti sul mare, con splendidi paesaggi come se ne incontrano un'infinità in questo paese. Solo un breve tratto serpeggia per le isole collegandole con ponti, ma sono ponti normali, solo uno a dosso di mulo, e neanche tra i più belli che mi è stato dato a vedere. Se mi è concesso un parere con negli occhi i paesaggi marini dei fiordi del nord...

Arrivo a Molde alle sette di sera e non c'è posto per dormire. Per fortuna il proprietario del campeggio è motociclista, si dà da fare, telefona e prenota un posto in un campeggio qualche chilometro dopo Andalsnes... vicino dice lui...c'è un traghetto da fare...70 chilometri...ci metto due ore...e mi ritrovo in un paesaggio da favola: sono nella strada dei Trolls, che qualcuno chiama anche la strada delle aquile per via dell'esposizione costante, la Trollstigveien.

Domani vedremo.

 

 

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Addio alle Lofoten...

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Pranzo frugale e caffettino...

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Un fiordo più bello dell'altro...

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Il ghiaccio che scende a mare....

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Tronheim...

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Non male eh....

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Alle 11 di sera nella valle dei Trolls....

 

Edited by Overnorth
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  • 1 month later...

OTTAVA E ULTIMA PUNTATA.......

 

Martedì 19 Luglio.

 Sono a poco più di cento chilometri da Oslo, ne ho fatta di strada oggi. Domani si esce dalla Norvegia e  comincia il vero rientro perdendosi un po' per terra Allemanna.

Partenza tranquilla dopo le nove, cielo coperto e caldo: mi piace poco.

Affronto i primi tornanti della strada dei Troll e sopra la mia testa in alto vedo un autobus che arranca lentissimo: maronna che esposizione, allora è vero quello che viene descritto!

Strada stretta e tornanti stretti, tutti fermi all'incrocio con i bestioni. La Trollstigveien si arrampica scavata lungo una parete scura e incombente in totale e completa esposizione senza nessuna protezione, affascinante da vedere, splendida da percorrere...in salita. Tra questa e la strada atlantica non c'è paragone, non ci sta proprio. Si scollina e giù a precipizio sotto la pioggia al ramo nord del Geirangerfjord: la guida lo definisce il più bello della regione e la vista che se ne ha durante la discesa non può che confermarlo. Giù al paese, che abbraccia l'ansa terminale del fiordo, sembra di essere a Rimini a ferragosto: tiro dritto e m'inerpico su per la ripida salita del versante opposto, a scollinare a nord del ghiacciaio di Jostedalsbreen, il più vasto della Norvegia.

Questa strada non passa accanto al ghiacciaio, c'è una montagna a separarla, ma la presenza ai bordi di vasti nevai, la pioggia e il vento freddo e rabbioso rendono consapevolezza di un ambiente severo d'alta montagna in condizioni climatiche non ottimali e mi consigliano di ignorare la deviazione per il ghiacciaio...tiro dritto.

Siamo in tanti lassù, auto, moto, camper, roulotte e autobus di giapponesi compresi: meglio togliersi rapidamente da lì, siamo tutti a correre sulle uova...non si sa mai.

Verso il fondo valle la presenza di un po' di sole mi permette di ammirare i raccoglitori di fragole all'opera e di acquistarne un cestino: favolose. E' caldo, ma qualcosa mi dice di insistere con la tuta da pioggia: la soddisfazione del coglione, da Lom a Otta sotto il diluvio continuo, mai un attimo di sosta...60 chilometri...non male.

A Otta riprendo la E6 e finalmente alla fine della giornata posso fare gli ultimi 100 chilometri senza plastica addosso: è bello asciugarsi il sudore al sole e al vento.

Pernottamento in campeggio a Tangen, circa 100 chilometri da Oslo.

E' passata da poco la mezzanotte, fuori è quasi buio.

Domani esco dalla Norvegia...addio Grande Nord.

 

Venerdì 22 luglio anno domini 2011.

Stasera sono a Rosenheim. Non so quante volte ci sono passato vicino, mai accorto della sua esistenza! La città si trova attaccata a uno dei più importanti nodi autostradali tedeschi: a ovest si va a Monaco, a est Salisburgo e Austria, a sud Insbruck e poi Italia: avete presente? Graziosissima, un boccolo di rosa!

Mercoledì mattina 20 luglio, aspetto che finisca di piovere, non ho palle stamane.

Verso le 10 un aborto di sole, parto, mi fiondo sulla E6 e dopo neanche un'ora devo mettere la tuta da pioggia: Oslo mi da il suo saluto bagnato...e va bene, così è iniziato, così finisca.

Entro in Svezia e finalmente smette di piovere, e non solo, ma avvicinandomi a Goteborg tempo e temperatura virano decisamente sull'estivo.

Il programma è superare Malmo e pernottare in Danimarca, ma in vicinanza di Goteborg mi si insinua l'idea di andare a vedere il traghetto per Kiel. Non ho prenotato per il ritorno, ma vedi mai...

Decido di buttare via un'ora...sì c'è posto, ma solo in business...cazzo quasi 500 iuros...aspetti un attimo, ma lei è già nostro cliente...

Insomma, mi passa il tragitto come ritorno e viaggio in business a tariffa economica...alla grande!

M'imbarco stra-sudato dopo aver fissato la moto e con l'aria condizionata della nave mi becco un raffreddore coi controfiocchi: dazio pagato per il culo precedente.

Cavolo: pioggia, freddo, bagnato come un pulcino...niente! E adesso....

Giovedì mattina arrivo a Kiel che si conferma una cagata di città. Scappo subito via in tangenziale, limite dei 70 all'ora, poi autostrada, limite 120 poi cartello di fine del limite dei 120...terra di nessuno... far west.

Strano passare da autostrade con 90 all'ora a quelle senza limite! Ho intuito sfrecciarmi accanto due missili da crociera terra terra gommati con due ruote: impossibile capire la marca, penso fossero Cruise.

Percorso tutto autostradale, da morire, e arrivo alla sera a Wurzburg, inizio-fine della Romantische Strasse, da consumare il giorno dopo.

E oggi percorro un tratto della Romantische Strasse, che tanto romantica non mi sembra, anzi brutta e trafficata alquanto. Di bello due città, Rothenburg e Nordlingen, splendide nel loro assetto medioevale...ma sono tormentato dal  raffreddore, respiro male. Mi prendo uno spry nasale e mi ributto in autostrada ad Ausburg per fare chilometri...e perdo la tuta da pioggia.

Cazzo, per oltre settemila chilometri l'ho tenuta sempre lì, parte posteriore della sella, bloccata dal ragno, e me la perdo in un autostrada tedesca? Che sia per la velocità elevatissima che ho tenuto, 120 chilometri all'ora?

 Ma chissenefrega, ormai sono quasi arrivato...dal “boccolo di rosa” non mancano poi tanti chilometri a casa...un po' lunghi da percorrere, perché ho intenzione di fare Kitzbuhel e il Grossglockner...ma questo si vede domani...e dopodomani.

 

 

 

Domenica 24 luglio, è il mio compleanno, sono arrivato a casa.

Ho messo la moto in garage, il viaggio è finito...Valerio dixit.

Ieri partenza da Rosenheim con brutto tempo, a Kitzbuhel piove...non l'ho mai vista col sole, solo pioggia e nuvole basse, non so che paesaggio ci sia...non sono in sintonia con Kiztbuhel.

Arrivo alla galleria degli Alti Tauri con sollievo, almeno lì dentro non piove, ma alla fine pioggia e freddo...non male come rientro, tempo e anima si specchiano.

Di necessità salto il Grossglockner e via di corsa fino a Lienz dove mi fermo per pranzo...la tiro alla lunga per ripartire...ho la nausea della moto.

Telefonata agli amici... sì... sono in montagna a Borca di Cadore e mi ospitano volentieri.

Sono stufo di pioggia per oggi e mi fermo a dormire da loro...voglia di posticipare il rientro?

Stamattina pioggia continua e freddo, si aspetta un po' dai, e già che ci sono pranzo e guardo il GP di formula 1.

Parto che ha smesso di piovere, e ritorno gustandomi le ultime curve prima del rientro in autostrada...è bello rientrare in famiglia, mi mancava.

 

 

 

Considerazioni conclusive.

Che dire di questo viaggio? Lungo è lungo, nel mio caso ho percorso sulle ruote oltre 8.000 km e ci vuole un mezzo affidabile e comodo.

L'Africa Twin si è dimostrata un'ottima compagna di viaggio, una giovane ragazza di 21 anni.

Il bicilindrico ha sempre “frullato” con regolarità, un piacere ascoltarlo, mai un problema, con il livello massimo di olio motore è partita, con quello è arrivata. Ho cambiato la gomma posteriore e ingrassato la catena...punto.

Il GPS non serve a niente, giusto se hai la fregola di sapere in ogni istante quanti km e quanto tempo ti mancano alla fine tappa: le strade sono perfettamente segnalate e una buona carta stradale è più che sufficiente. Numerosi i traghetti e le gallerie: meravigliosi e a basso costo i primi, penose e pericolose le seconde. A parte quelle attorno alle grosse città, soprattutto quelle al Nord sono lunghe, buie e bagnate: picchiano in discesa, percorrono il tratto sottomarino e s'inerpicano per risalire. Sistemi di sicurezza inesistenti, solo telefono ed estintore ogni 200-300 metri, anche in quelle più lunghe di 7 km....da percorrere con massima attenzione.

Ci sono limiti rigorosi di velocità, 80 nelle strade principali, 90 nelle poche autostrade: dicono che la polizia locale sia molto severa, non so...non l'ho mai vista. Le strade, tutte, sono perfettamente tenute: ogni tanto si intravede il vecchio tracciato, e si intuisce come 30 anni fa era un'altra cosa andare a Capo Nord

Ci si abitua in fretta a viaggiare tranquilli, la natura in cui si è immersi è talmente eccessiva che si deve per forza ammirarla e la velocità non è una buona compagna.

La Norvegia è cara, lacrime e sangue, se si vuol contenere le spese è giocoforza nutrirsi ai supermercati: salmone, merluzzo e uova sono stati il mio nutrimento principale, e vi assicuro che il pesce merita sia in qualità che in prezzo. Il vino è improponibile, la birra seduti al tavolo costa quasi 10 € al bicchiere da mezzo litro...fate voi.

Piccoli problemi sono stati: cambio pneumatico (300 iuros 'sticazzi!), scollamento quasi completo della suola della scarpa di sinistra risolto con nastro telato e silicone nero, perdita di un bullone di fissaggio del carterino copri-scarico, perdita della tuta antipioggia.

Con me porto una natura sovrana, maestosa e invadente come non pensavo potesse ancora esistere in Europa.

Ma è il cielo, quel cielo indescrivibile e infinito del Grande Nord che continua ad affacciarsi nella mia mente...lì ho lasciato i miei occhi.

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La strada dei Trolls...

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Raccoglitori di fragole...squisite!

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Vista sul  Geirangerfjord....

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Sul traghetto al ritorno...

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L'insegna della locanda di Rosenheim..

 

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