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Cazzeggio 16 Raduno...


JanGT

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19 ore fa, OTTAGONO FURIOSO ha scritto:

Bene, io purtroppo arriverò venerdì sera alla Struttura a Sorano. 

Partenza venerdì mattina e ritrovo a Bologna per le 10.00 circa....

Qualcuno che vuole fare la discesa con me? Divertimento assicurato...😉

presto, sicuramente moto scenderanno e si uniranno a te 😎

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Il 30/11/2023 at 13:26, OTTAGONO FURIOSO ha scritto:

Bene, io purtroppo arriverò venerdì sera alla Struttura a Sorano. 

Partenza venerdì mattina e ritrovo a Bologna per le 10.00 circa....

Qualcuno che vuole fare la discesa con me? Divertimento assicurato...😉

Arriverai di sera perché farai 8000 passi allungando il tragitto di almeno 600Km….🤣

Per il divertimento assicurato non ho dubbi!!!

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  • 4 months later...

Allora Ragazzacci, come anticipato sopra, io scenderò dal Friuli il venerdì con itinerario (FANTASTICO) allegato. 

Per chi si vuole unire, il ritrovo sarà ALL'USCITA IMOLA DELL'AUTOSTRADA alle 11.00.

Anticipo che non sarà un passo da motogp, comunque si terrà una media piuttosto "sostenuta" perché da Imola mancheranno circa 7ore di strada con sola sosta pranzo (max 1ora) per raggiungere il Raduno (arriveremo verso le 19.00). Quindi ognuno valuti se il proprio "passo" può essere adeguato al tutto. 😉

 

 

discesa raduno.JPG

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" si terrà una media piuttosto sostenuta " 😅 Andrea, così non si aggregherà nessuno. La tua media piuttosto sostenuta corrisponde a velocità curvatura 🤣

Ciapa lì musicista

E one.. two…one two three four…

Ci lasciamo alle spalle Palazzuolo sul Senio in direzione Borgo San Lorenzo.

La strada che esce dal paese è rettilinea, le case  che sfilano a destra e a sinistra ci ricordano che siamo ancora nel centro abitato e durante questo breve tragitto che ci porterà ai piedi del passo ne approfittiamo per trovare la massima concentrazione.

Scaldiamo le gomme spostando il peso del corpo a desta e a sinistra, per prendere confidenza con le reazioni della moto e per aggiornare quegli automatismi che solo un motociclista allenato riesce a mettere in pratica senza doverci pensare.

La velocità d’esecuzione e la precisione negli spostamenti sono un requisito essenziale per una padronanza totale del mezzo, e il passo della Sambuca permette al motociclista di misurarsi su entrambi gli aspetti, offrendo sia al biker esigente o a quello più compassato traiettorie in cui migliorare la propria tecnica e la conoscenza del mezzo.

Che abbia inizio il concerto

Il santuario “Madonna della Neve” si erge come ultima presenza umana prima di abbandonarci totalmente alla strada. Lo passiamo, con due curve a 45°, la prima a sinistra, e la seconda a destra, alla velocità con la quale il batterista colpisce fra di sé le bacchette che tiene in mano prima di dare il via al concerto.

La strada è un pentagramma fatto di curve e tornanti in cui la chiave di violino non è altro che il disegno stilizzato delle traiettorie che ci aspettano, quindi che si abbassino le luci sul palco che TI PORTO IN MOTO a suonare il Passo della Sambuca!

Rullante

La moto sarà lo strumento musicale che cambieremo strada facendo, tenendola salda fra le nostre mani e che in questo primo tratto assumerà la forma di una batteria. Percorriamo il rettilineo in salita aumentando il ritmo sul rullante: il motore trasforma i decibel in cavalli, i cilindri sono tamburi in lega di alluminio  su cui i pistoni battono alla velocità di cinquemila,seimila,settemila percussioni al minuto. Dopo la salita la strada inizia ad avere un andamento sinuoso, le prime curve sono ravvicinate ma rapide, occorre aiutare la moto nei cambi di direzione se si vuole mantenere un ritmo elevato e costante.

Piatti

Eccoci alle prime due curve più impegnative: due svolte a 90°, in sequenza, destra/sinistra. La moto scende in piega come la bacchetta del batterista si abbassa lesta e precisa sul piatto per far suonare il nuovo cambio di ritmo, la forza del colpo sul piatto viene calibrata con destrezza come il motociclista gestisce sapientemente l’apertura del gas, tenendo il motore in tiro quanto basta fino a centro curva per evitare di far abbassare troppo la moto a metà traiettoria.

Tamburi

Sorpassato il punto di corda lo sguardo è già proiettato sulla prossima curva: la moto si avvicina al guardrail, la visuale migliora e adesso sappiamo dove far scendere la ruota anteriore per disegnare sull’asfalto l’arco migliore. Stavolta è la mano sinistra che, spingendo sul manubrio, aiuta la moto a inclinarsi quanto basta per colpire con suono sordo di nuovo il piatto della nostra batteria fatta di emozioni che suonano sull’asfalto. Adesso torniamo a colpire i tamburi, le spalle dei pneumatici ridono al solletico di ogni cambio di direzione che fanno riprendere ritmo e velocità. 

Gran cassa

Quarta marcia, quinta marcia, gran cassa! Tornante a sinistra, ci affidiamo alla coppia del motore o all’aiuto di una marcia più bassa, altre due curve, destra, sinistra in sequenza e poi di nuovo BUM! Altro colpo di gran cassa, un tornante a destra ci aspetta, subito dopo uno a sinistra e poi di nuovo a destra. Quattro colpi di gran cassa che percuotono l’aria, e pretendono silenzio, attenzione, concentrazione: il loro raggio è regolare, costante, e diventano familiari via via che ce li lasciamo alle spalle.

Adesso un pò di chitarra

Cambio di strumento: adesso la strada si suona come una chitarra e la moto pizzica le curve come se fossero note di un arpeggio fatto di svolte a destra e a sinistra.

In questo secondo tratto la guida si fa più impegnativa, le traiettorie si fanno meno intuitive e ci affidiamo alla tecnica e alla conoscenza del mezzo per poter disegnare le linee migliori. I continui cambi di direzione suggeriscono una guida dinamica ed energica: il motociclista esegue accordi sulla sella, spingendo sulle pedane per armonizzare le traiettorie migliori uscendo dalle curve con slancio e melodia.

Pausa di due quarti: il pentagramma ci suggerisce riposo in un breve rettilineo prima di affrontare un’ ottava di svolte repentine e ravvicinate. È tempo di un assolo fatto di virtuosismi musicali e la moto si piega nella curve come una corda pizzicata con maestria dalle dita di un chitarrista. Una curva secca a destra è un diesis, una semicurva a sinistra è un bemolle, ormai siamo noi stessi compositori di un arrangiamento in cui le curve si eseguono alla velocità di crome e biscrome. I pistoni suonano all’unisono, i cilindri sono accordati, la marmitta come una cassa armonica restituisce la musica che noi stiamo suonando sulla Sambuca. 

L’ultimo riff

Prima di arrivare in cima al passo c’è tempo per un ultimo glissato: sotto il muro di roccia che si staglia di fronte alla visiera la strada curva a destra in un tornante dalla vita stretta. Facciamo scivolare il corpo sulla destra, il dito che preme la corda mentre si abbassa sulla stessa, la moto che scende in piega, il polso che controlla i cavalli del motore e il tornante che ci obbliga a un inchino di rispetto. Manca poco, ultimo Riff che ormai conosciamo fatto di semicurve a destra e a sinistra che si ripetono in maniera ostinata per svariate battute e che ormai eseguiamo a occhi chiusi, prima di concludere il concerto davanti al cartello Passo Sambuca, 1080 metri di musica su due ruote.

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“È tempo di un assolo fatto di virtuosismi musicali e la moto si piega nella curve come una corda pizzicata con maestria dalle dita di un chitarrista.”
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“la moto che scende in piega, il polso che controlla i cavalli del motore e il tornante che ci obbliga a un inchino di rispetto.”
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“il motociclista esegue accordi sulla sella, spingendo sulle pedane per armonizzare le traiettorie migliori uscendo dalle curve con slancio e melodia. “
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Il 6/4/2024 at 08:53, Adp ha scritto:

" si terrà una media piuttosto sostenuta " 😅 Andrea, così non si aggregherà nessuno. La tua media piuttosto sostenuta corrisponde a velocità curvatura 🤣

Ciapa lì musicista

E one.. two…one two three four…

Ci lasciamo alle spalle Palazzuolo sul Senio in direzione Borgo San Lorenzo.

La strada che esce dal paese è rettilinea, le case  che sfilano a destra e a sinistra ci ricordano che siamo ancora nel centro abitato e durante questo breve tragitto che ci porterà ai piedi del passo ne approfittiamo per trovare la massima concentrazione.

Scaldiamo le gomme spostando il peso del corpo a desta e a sinistra, per prendere confidenza con le reazioni della moto e per aggiornare quegli automatismi che solo un motociclista allenato riesce a mettere in pratica senza doverci pensare.

La velocità d’esecuzione e la precisione negli spostamenti sono un requisito essenziale per una padronanza totale del mezzo, e il passo della Sambuca permette al motociclista di misurarsi su entrambi gli aspetti, offrendo sia al biker esigente o a quello più compassato traiettorie in cui migliorare la propria tecnica e la conoscenza del mezzo.

Che abbia inizio il concerto

Il santuario “Madonna della Neve” si erge come ultima presenza umana prima di abbandonarci totalmente alla strada. Lo passiamo, con due curve a 45°, la prima a sinistra, e la seconda a destra, alla velocità con la quale il batterista colpisce fra di sé le bacchette che tiene in mano prima di dare il via al concerto.

La strada è un pentagramma fatto di curve e tornanti in cui la chiave di violino non è altro che il disegno stilizzato delle traiettorie che ci aspettano, quindi che si abbassino le luci sul palco che TI PORTO IN MOTO a suonare il Passo della Sambuca!

Rullante

La moto sarà lo strumento musicale che cambieremo strada facendo, tenendola salda fra le nostre mani e che in questo primo tratto assumerà la forma di una batteria. Percorriamo il rettilineo in salita aumentando il ritmo sul rullante: il motore trasforma i decibel in cavalli, i cilindri sono tamburi in lega di alluminio  su cui i pistoni battono alla velocità di cinquemila,seimila,settemila percussioni al minuto. Dopo la salita la strada inizia ad avere un andamento sinuoso, le prime curve sono ravvicinate ma rapide, occorre aiutare la moto nei cambi di direzione se si vuole mantenere un ritmo elevato e costante.

Piatti

Eccoci alle prime due curve più impegnative: due svolte a 90°, in sequenza, destra/sinistra. La moto scende in piega come la bacchetta del batterista si abbassa lesta e precisa sul piatto per far suonare il nuovo cambio di ritmo, la forza del colpo sul piatto viene calibrata con destrezza come il motociclista gestisce sapientemente l’apertura del gas, tenendo il motore in tiro quanto basta fino a centro curva per evitare di far abbassare troppo la moto a metà traiettoria.

Tamburi

Sorpassato il punto di corda lo sguardo è già proiettato sulla prossima curva: la moto si avvicina al guardrail, la visuale migliora e adesso sappiamo dove far scendere la ruota anteriore per disegnare sull’asfalto l’arco migliore. Stavolta è la mano sinistra che, spingendo sul manubrio, aiuta la moto a inclinarsi quanto basta per colpire con suono sordo di nuovo il piatto della nostra batteria fatta di emozioni che suonano sull’asfalto. Adesso torniamo a colpire i tamburi, le spalle dei pneumatici ridono al solletico di ogni cambio di direzione che fanno riprendere ritmo e velocità. 

Gran cassa

Quarta marcia, quinta marcia, gran cassa! Tornante a sinistra, ci affidiamo alla coppia del motore o all’aiuto di una marcia più bassa, altre due curve, destra, sinistra in sequenza e poi di nuovo BUM! Altro colpo di gran cassa, un tornante a destra ci aspetta, subito dopo uno a sinistra e poi di nuovo a destra. Quattro colpi di gran cassa che percuotono l’aria, e pretendono silenzio, attenzione, concentrazione: il loro raggio è regolare, costante, e diventano familiari via via che ce li lasciamo alle spalle.

Adesso un pò di chitarra

Cambio di strumento: adesso la strada si suona come una chitarra e la moto pizzica le curve come se fossero note di un arpeggio fatto di svolte a destra e a sinistra.

In questo secondo tratto la guida si fa più impegnativa, le traiettorie si fanno meno intuitive e ci affidiamo alla tecnica e alla conoscenza del mezzo per poter disegnare le linee migliori. I continui cambi di direzione suggeriscono una guida dinamica ed energica: il motociclista esegue accordi sulla sella, spingendo sulle pedane per armonizzare le traiettorie migliori uscendo dalle curve con slancio e melodia.

Pausa di due quarti: il pentagramma ci suggerisce riposo in un breve rettilineo prima di affrontare un’ ottava di svolte repentine e ravvicinate. È tempo di un assolo fatto di virtuosismi musicali e la moto si piega nella curve come una corda pizzicata con maestria dalle dita di un chitarrista. Una curva secca a destra è un diesis, una semicurva a sinistra è un bemolle, ormai siamo noi stessi compositori di un arrangiamento in cui le curve si eseguono alla velocità di crome e biscrome. I pistoni suonano all’unisono, i cilindri sono accordati, la marmitta come una cassa armonica restituisce la musica che noi stiamo suonando sulla Sambuca. 

L’ultimo riff

Prima di arrivare in cima al passo c’è tempo per un ultimo glissato: sotto il muro di roccia che si staglia di fronte alla visiera la strada curva a destra in un tornante dalla vita stretta. Facciamo scivolare il corpo sulla destra, il dito che preme la corda mentre si abbassa sulla stessa, la moto che scende in piega, il polso che controlla i cavalli del motore e il tornante che ci obbliga a un inchino di rispetto. Manca poco, ultimo Riff che ormai conosciamo fatto di semicurve a destra e a sinistra che si ripetono in maniera ostinata per svariate battute e che ormai eseguiamo a occhi chiusi, prima di concludere il concerto davanti al cartello Passo Sambuca, 1080 metri di musica su due ruote.

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“È tempo di un assolo fatto di virtuosismi musicali e la moto si piega nella curve come una corda pizzicata con maestria dalle dita di un chitarrista.”
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“la moto che scende in piega, il polso che controlla i cavalli del motore e il tornante che ci obbliga a un inchino di rispetto.”
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“il motociclista esegue accordi sulla sella, spingendo sulle pedane per armonizzare le traiettorie migliori uscendo dalle curve con slancio e melodia. “

Minchia Sandrino... Sei un mito non ho parole!! 😂😂😍👏

Comunque credimi, sono cambiato da quando ho la bambina... ❤️... E poi devo ammettere che facendo pochi km annui sono parecchio fuori allenamento... 🥹

Questo non significa che io abbia dimenticato come metterla a 50° però... 😂

Quindi sarà comunque un ritmo divertente, ma in sicurezza. 😉😘

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  • 1 month later...

Surprise 🤪

Siamo un po' incasinati e stiamo definendo le ultime cose, quindi non sono riuscito a fare un post con già le strade e le soste, sorry

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Ciao a tutti, aggiorno il mio post sulla discesa al Raduno, visto che mancano due settimane...😍

Ho spezzato il percorso in tre parti, spero di essere stato sufficientemente chiaro. Per ora siamo io e @GUGLIO, ma chi vuole unirsi è il benvenuto, valutando il proprio ritmo personale che, come anticipato sopra, visti i km in gioco, dev'essere bello croccante!😂

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Probabilmente si uniranno i Padani, che reduci da centinaia di chilometri di pallostradra, si avventeranno sulle curve dell' appennino emiliano come un'orda di barbari!!!

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Il 07/06/2024 at 15:57, Lo Zio ha scritto:

Scusi Adp lei che se ne capisce , ma i cinesi riescono a fare tutti quei chilometri e sopratutto a tenere il motore croccante 

I cinesi non so.... Ma gli indios vanno a cannone!!! 😂😂

 

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Il raduno inizia giovedì ...

.... ma in questo giorno non si organizza nulla, non c'è il giro, non c'è il pranzo, non vedo tragitti in gruppo per chi viene da sud. Ebbene ci provo io.

Parto da Roma e cerco compagni di viaggio e di pranzo. Se qualcuno viene da sud di Roma o si trova lungo il tragitto possiamo organizzare dei punti di ritrovo, magari con l'obiettivo di vederci anche con gli amici toscani a Sorano e dintorni per il pranzo.

Fatevi sentire.

Vi saluto.

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13 ore fa, Duca#3 ha scritto:

Il raduno inizia giovedì ...

.... ma in questo giorno non si organizza nulla, non c'è il giro, non c'è il pranzo, non vedo tragitti in gruppo per chi viene da sud. Ebbene ci provo io.

Parto da Roma e cerco compagni di viaggio e di pranzo. Se qualcuno viene da sud di Roma o si trova lungo il tragitto possiamo organizzare dei punti di ritrovo, magari con l'obiettivo di vederci anche con gli amici toscani a Sorano e dintorni per il pranzo.

Fatevi sentire.

Vi saluto.

Ciao Natale, il giovedì è il giorno del viaggio verso Sorano quindi non c'è un giro organizzato di solito chi è vicino si organizza per poi arrivare alla location nel pomeriggio tardo se non la sera 

Noi da Genova ci incontriamo con i pisani e poi insieme verso Sorano. Facci sapere che strada e orari fai e vediamo se riusciamo a beccarci. Noi saremo per le 11 credo a Pisa

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