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XIII Raduno - Ringraziamenti, ricordi ed emozioni del giorno dopo


Duca#3
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Emozioni del giorno dopo

E' lunedì, mi sveglio presto, ripulisco giacca e casco, sono sul terrazzo, il traffico è già intenso e produce un rumore di fondo a cui sono abituato, sento poi un suono amico, mi viene istintivo affacciarmi. Non mi sbaglio è il Desmo di un Moster. Sorrido, ma mi rendo conto che non è nessuno di voi.

Inizio a preparami, allo specchio mi rivedo addosso la maglia del raduno, ho dormito con quella, ma devo toglierla ho incontri di lavoro. Metto abito e cravatta, tinta su tinta, e scendo nel garage. Ci sono due moto ad aspettarmi, la rossa mi sorride, non posso fare a meno di avvicinarmi, accendo la luce e la guardo. Gli sorrido anche io, ma non è con essa che uscirò.

Prendo la Vespa, blu ed elegante come il mio vestito. Tiro la leva sinistra e d'istinto il piede sinistro cerca la leva del cambio per metterla in folle. Sorrido, è evidente che penso ad altro.

Mi muovo veloce nel traffico, ho ancora altri parametri di velocità. Mi fermo al semaforo, so che dopo ci sono due curve veloci la prima a destra. Sono a sinistra, sulla traiettoria corretta. E' verde, scatto, guardo nella specchietto, strada libera, piega a destra, specchietto, traiettoria e piega a sinistra, arrivo primo al semaforo. Sorrido, guardo nello specchio ma nessuno di voi mi segue.

Sono al lavoro, accendo il computer, ci sono 60 email da leggere. Si riparte, ma la mia concentrazione si distoglie quando vedo il braccialetto rosso del villaggio che fuoriesce dal polsino della camicia. Chiudo gli occhi, sono alla cena dell'ultima sera, di fonte c'è Melo, ha bevuto più del solito, è euforico, e a turno invita tutti a bere, si diverte come un matto. Sorrido, perché penso che adesso è sobrio, a lavoro, magari anche lui in giacca e cravatta.

Silenzio, parla lo Zio. Ringrazia gli organizzatori, tutti applaudono, lo faccio anche io, in modo convito, questi ragazzi lo meritano. Viene il momento del ringraziamento speciale, è per Maxim, tutti si alzano in piedi, con il calice elevato e lo inneggiano. E' seduto all'altro tavolo, ma proprio dietro di me. Mi alzo, vado alle sue spalle e gli dico "Dai Maxim alzati che questi ringraziamenti sono per te". Lui si gira, mi sorride ha gli occhi umidi è emozionato, sa di aver contribuito ma non ha bisogno di ostentarlo, rimane seduto e lo abbraccio. Un grande.

Faccio un giro con lo sguardo, vi rivedo uno per uno, tutti felici, ecco come vi ricorderò.

Il giro si conclude su chi è seduto alla mia destra. Il Bellini. Il nostro Peter Pan, "forever young in the heart". E' il più sbruffone di tutti, spavaldo e insicuro al tempo stesso, di certo è quello che mi fa divertire di più. Mi rendo conto che sono il suo opposto, ma in fondo in fondo vorrei essere proprio come lui, almeno al raduno.

Lui non è emozionato, mi si avvicina e dice: sai quante emozioni mi posso comprare con 180 euro? Tante .... tantissime. E ride. Rido pure io. Riapro gli occhi e sono davanti al computer, rido per davvero, da solo, come un fesso, chiuso nel mio ufficio.

Vedo il computer e il braccialetto rosso, sono incompatibili tra loro. Prendo le forbici e taglio il braccialetto. Lo butto. Il raduno è durato così un giorno in più, ma ora è finito per davvero.

Quante emozioni che mi restano dentro.

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3 ore fa, Duca#3 dice:

Emozioni del giorno dopo

 

E' lunedì, mi sveglio presto, ripulisco giacca e casco, sono sul terrazzo, il traffico è già intenso e produce un rumore di fondo a cui sono abituato, sento poi un suono amico, mi viene istintivo affacciarmi. Non mi sbaglio è il Desmo di un Moster. Sorrido, ma mi rendo conto che non è nessuno di voi.

 

Inizio a preparami, allo specchio mi rivedo addosso la maglia del raduno, ho dormito con quella, ma devo toglierla ho incontri di lavoro. Metto abito e cravatta, tinta su tinta, e scendo nel garage. Ci sono due moto ad aspettarmi, la rossa mi sorride, non posso fare a meno di avvicinarmi, accendo la luce e la guardo. Gli sorrido anche io, ma non è con essa che uscirò.

 

Prendo la Vespa, blu ed elegante come il mio vestito. Tiro la leva sinistra e d'istinto il piede sinistro cerca la leva del cambio per metterla in folle. Sorrido, è evidente che penso ad altro.

 

Mi muovo veloce nel traffico, ho ancora altri parametri di velocità. Mi fermo al semaforo, so che dopo ci sono due curve veloci la prima a destra. Sono a sinistra, sulla traiettoria corretta. E' verde, scatto, guardo nella specchietto, strada libera, piega a destra, specchietto, traiettoria e piega a sinistra, arrivo primo al semaforo. Sorrido, guardo nello specchio ma nessuno di voi mi segue.

 

Sono al lavoro, accendo il computer, ci sono 60 email da leggere. Si riparte, ma la mia concentrazione si distoglie quando vedo il braccialetto rosso del villaggio che fuoriesce dal polsino della camicia. Chiudo gli occhi, sono alla cena dell'ultima sera, di fonte c'è Melo, ha bevuto più del solito, è euforico, e a turno invita tutti a bere, si diverte come un matto. Sorrido, perché penso che adesso è sobrio, a lavoro, magari anche lui in giacca e cravatta.

 

Silenzio, parla lo Zio. Ringrazia gli organizzatori, tutti applaudono, lo faccio anche io, in modo convito, questi ragazzi lo meritano. Viene il momento del ringraziamento speciale, è per Maxim, tutti si alzano in piedi, con il calice elevato e lo inneggiano. E' seduto all'altro tavolo, ma proprio dietro di me. Mi alzo, vado alle sue spalle e gli dico "Dai Maxim alzati che questi ringraziamenti sono per te". Lui si gira, mi sorride ha gli occhi umidi è emozionato, sa di aver contribuito ma non ha bisogno di ostentarlo, rimane seduto e lo abbraccio. Un grande.

 

Faccio un giro con lo sguardo, vi rivedo uno per uno, tutti felici, ecco come vi ricorderò.

 

Il giro si conclude su chi è seduto alla mia destra. Il Bellini. Il nostro Peter Pan, "forever young in the heart". E' il più sbruffone di tutti, spavaldo e insicuro al tempo stesso, di certo è quello che mi fa divertire di più. Mi rendo conto che sono il suo opposto, ma in fondo in fondo vorrei essere proprio come lui, almeno al raduno.

 

Lui non è emozionato, mi si avvicina e dice: sai quante emozioni mi posso comprare con 180 euro? Tante .... tantissime. E ride. Rido pure io. Riapro gli occhi e sono davanti al computer, rido per davvero, da solo, come un fesso, chiuso nel mio ufficio.

 

Vedo il computer e il braccialetto rosso, sono incompatibili tra loro. Prendo le forbici e taglio il braccialetto. Lo butto. Il raduno è durato così un giorno in più, ma ora è finito per davvero.

 

Quante emozioni che mi restano dentro.

Bello Natale, un perfetto condensato delle nostre giornate

 

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Ciao a tutti, mi unisco ai ringraziamenti per l'organizzazione e per i bei momenti passati insieme. Veramente tutto fighissimo, grazie. Degno modo di chiudere l'estate, in una scala da 1 a 100 direi...180 😂.

Qui un i video che ha fatto Clara con il cellulare, sorry non sono capace di montare la musica invece del sottofondo del vento...seguiranno anche le foto.

A presto

Sam

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